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Il diritto all’autogoverno

Alla vigilia del conflitto, 710 milioni di persone erano sottoposti al dominio coloniale, rispetto al ’14 il diritto all’autodeterminazione dei popoli era stato riconosciuto solo in minima parte. Il principio del mandato coloniale, istituito dalla Società delle Nazioni, e concepito come strumento finalizzato al raggiungimento delle capacità di autogoverno, restò inapplicato. La Carta delle Nazioni Unite nel ’45 riconobbe l’esistenza di territori(non autonomi), attribuendo ai governi coloniali il carattere di amministrazioni fiduciarie temporanee. Vennero introdotti controlli periodici(da commissioni d’inchiesta)nominate dall’ONU, per accertare i progressi compiuti verso l’indipendenza. Le principali potenze coloniali si mostrarono ben disposte a osservare gli obblighi previsti dalle Nazioni Unite, ma gli sviluppi della guerra superarono in Asia, il quadro istituzionale delineato dalle Nazioni Unite. Nel ’73 in Cina l’invasione giapponese determinò forti movimenti di resistenza nazionale e nel ’41-’42,sconfisse e umiliò le potenze coloniali(Francia in Indocina, Olanda in Indonesia e Gran Bretagna in Birmania). I leader dei movimenti anticoloniali in Vietnam, lottarono armati fino al raggiungimento dell’indipendenza, (come in India nel ’47).

I movimenti di liberazione in Asia

Dopo la proclamazione dell’Indipendenza nel 15 agosto del ’47, l’India si confrontò con due gravi problemi: 1)le tensioni religiose fra maggioranza hindu e minoranza islamica, e 2)lo sviluppo economico,(lotta contro la fame). Il contrasto tra induisti e musulmani mirava a integrare la popolazione di fede islamica in uno stato indiano unitario(voluto da Gandhi), ma gli islamici che costituirono la (lega mussulmana), rivendicavano la creazione di una nazione separata. Il conflitto esplose dopo la guerra dando luogo a scontri e massacri, all’atto di indipendenza venne adottata la soluzione ‘provvisoria’ di costituire 2 stati: 1) L’unione indiana induista, 2)il Pakistan mussulmano. Tale divisione fu accompagnata da esodi di popolazione di proporzioni bibliche; e Gandhi fu assassinato nel ’48 da un fanatico hindu. Si ebbero diversi scontri tra i due stati per la regione a prevalenza musulmana del Kashmir, assegnata all’India nel ’47;e nel ’71 per la scissione del Bengala orientale dal Pakistan, per formare il Bangladesh. L’India dopo l’indipendenza fu governata per 40anni dal partito del congresso, e il primo ministro Nehru(dal ’47-’64) con l’appoggio degli Usa avviò la modernizzazione del paese,soppresse il sistema delle caste, stabilì l’uguaglianza giuridica dei cittadini e la parità dei sessi, una riforma agraria, e varò una programmazione economica prevedendo un ruolo molto attivo dello stato. Le Filippine proclamate repubbliche nel ’46, furono il primo paese asiatico a raggiungere,l’indipendenza. La Gran Bretagna nel ’45 promise lo stato di dominion alla Birmania, fu più tenace in Malesia, concedendo l’indipendenza nel ’57, per debellare la guerriglia comunista .In Indonesia di Sukurano, proclamata indipendente con la resa del Giappone, il compito di restaurare il dominio olandese fu assunto dalle truppe anglo-australiane. Nel ’48 venne istaurato un governo di soviet nella città di Maduin sull’isola di Giava, provocando la repressione armata olandese, contro comunisti e Sukurano(accusato di tradimento e incarcerato). Nel ’49 il consiglio di sicurezza dell’Onu, ordinò la fine delle ostilità,entro l’anno l’Olanda riconobbe l’indipendenza dell’Indonesia.

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