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Il crollo delle democrazie popolari oltre cortina


Oltre la cortina di ferro, i governi legati o gestiti direttamente dall’ URSS non si preoccupavano dei reali bisogni della popolazione e il loro obiettivo era solo quello dello sviluppo dell’industria pesante.
Questo provocò ben presto delle tensioni sociali, come l’insurrezione degli operai a Berlino nel 1953 o quella dell’Ungheria del 1956 che vide addirittura entrare i carri armati sovietici a Budapest.
Ci fu una rivolta anche in Cecoslovacchia nel 1968. Qui il nuovo segretario del Partito comunista intendeva democratizzare il paese, realizzando un socialismo dall’aspetto più umano. Questo tentativo, chiamato “Primavera di Praga” fallì, soffocato ancora una volta dall’intervento sovietico. Successivamente, in modo pacifico, la Cecoslovacchia fu divisa in due stati distinti: la Repubblica Ceca, con capitale Praga e la Repubblica Slovacca, con capitale Bratislava.
La protesta si fece più intensa in Polonia. Essa parti dalla protesta operaia , appoggiata da Lech Walesa e dalla Chiesa. Il Governo, sotto la spinta delle manifestazioni, dovette riconoscere il partito operaio Solidarność. Fu cos’ che nel 1989, in Polonia, si tennero le prime libere elezioni dell’Europa oltre cortina: esse videro il trionfo di Walesa che diventò il primo presidente della Polonia democratica. Sei dopo, al termine del mandato, il partito degli ex comunisti polacchi che già aveva vinto le elezioni per il Parlamento, riuscì a vincere anche le elezioni presidenziali.
Fra il 1988 e il 1989, in altri stati come la Cecoslovacchia, la Bulgaria e l’Ungheria il passaggio alla democrazia avvenne in modo pacifico, ma non fu così per la Romania. Qui, il dittatore Nicolae Ceaucescu, dopo aver risposto con inaudita violenza alle sommosse popolari, alla fine fu arrestato e giustiziato insieme alla moglie.
All’inizio, il passaggio da un’economia comunista ad un’ economia di mercato non è stata facile per questi paesi. Tuttavia in seguito essi hanno chiesto ed ottenuto di entrare nell’ UE (alcuni dei quali anche nella zona euro), il che ha causato un notevole afflusso di lavoratori verso i paesi occidentali.
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