Condizioni di pace alla Germania


Le condizioni di pace imposte alla nuova Repubblica tedesca alla fine della prima guerra mondiale sono pesantissime. La Germania deve restituire l'Alsazia e la Lorena alla Francia, parte della Slesia, della Posnania e della Pomerania devono essere ceduti al nuovo Stato di Polonia, una striscia di territorio polacco separa la Prussia occidentale da quella orientale (che resta come una enclave tedesca dentro il territorio polacco). La città di Danzica, a prevalente popolazione tedesca, è scorporata dalla Prussia orientale ed è proclamata "città libera". Le colonie tedesche sono spartite tra Regno Unito, Francia e Giappone. Inoltre la Germania è tenuta a risarcire alle potenze vincitrici i danni che questi hanno subito durante il conflitto. Deve abolire la coscrizione obbligatoria, limitare gli effettivi del suo esercito, rinunciare alla flotta da guerra e smilitarizzare l'intera fascia del Reno che deve essere presidiata per 15 anni da truppe inglesi, francesi e belghe.

La frammentazione dell'impero austro-ungarico ha un riconoscimento ufficiale. Dalla vecchia struttura imperiale emergono: - una Repubblica d'Austria,
- una Repubblica d'Ungheria,
- una Repubblica di Cecoslovacchia, nata dall'unione di Boemia, Moravia e Slovacchia,
- un ampio regno di Jugoslavia,
- il regno di Romania che ingloba parte dei vecchi territori ungheresi,
- infine l'Italia ottiene le "terre irredente" (Trento e Trieste) e l'Istria ma non la Dalmazia dove ha solo Zara.
La Repubblica socialista di Russia non viene riconosciuta, nella speranza che la guerra in corso possa condurre al crollo del nuovo Stato socialista. Proprio per indebolire la forza del nuovo Stato viene invece riconosciuta l'indipendenza della Finlandia, dell'Estonia, della Lettonia e della Lituania.

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