La Russia e il comunismo di guerra(1918-1921)

Negli anni della guerra civile, Lenin emanò una serie di provvedimenti che presero il nome di comunismo di guerra, ovvero:
confisca dei beni ecclesiastici e di quelli appartenenti alla famiglia imperiale;
controllo dello Stato delle derrate alimentari;
controllo forzato di tutta la produzione, specialmente quella agricola;
divieto della libertà di sciopero e introduzione del lavoro forzato in fabbrica;
blocco del commercio privato;
soppressione libertà di opinione;
creazione della polizia ceka.

Sul piano sociale tuttavia le misure che furono prese da Lenin rinnegavano i principi base della rivoluzione.
Importante è inoltre capire quali furono le conseguenze del comunismo di guerra, se infatti da una parte garantì costanti rifornimenti all’Armata Rossa permettendogli la vittoria della guerra, dall’altra determinò un crollo della produzione agricola e industriale con le conseguenti ribellioni da parte della popolazione. Tali rivolte furono di fatto combattute con l’arma del terrore poliziesco, come ad esempio la rivolta nella base navale di Kronstadt (21 Marzo 1921) che convinse Lenin ad abbandonare il comunismo.Fu proprio la battaglia di Stalingrado a segnare per il Patto tripartito l’inizio della fine. È chiaro, alla luce dei fatti esposti, come la seconda metà del 1942 e la prima del 1943 abbiano segnato un momento di svolta decisivo, a favore degli Alleati, ai fini della guerra.

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