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Napoleone Bonaparte (Ajaccio 15 agosto 1769 – Isola di Sant'Elena 5 maggio 1821) è considerato uno dei più importanti uomini della storia. La sua personalità è una tra le più affascinanti del passato, e sono pochi gli uomini come lui che sono stati capaci di conseguire straordinari successi politico/militari in un periodo relativamente breve, lasciando un’impronta incancellabile nei territori posseduti dal suo impero.
La leggendaria figura di Napoleone Bonaparte, è tuttora analizzata e studiata non solo dagli storici ma anche da poeti ed artisti di tutto il mondo, attratti dal condottiero che influì sulle sorti e decisioni di quasi tutti i paesi d’Europa. Egli infatti, porterà in breve tempo la nazione della Francia a divenire un impero, introducendo nella storia la figura del riformatore capace di ottenere le redini del potere, non partendo da una preconsolidata figura di re, ma da “piccolo caporale” divenendo il sovrano di tutto un continente solo in virtù del suo talento personale.

Il suo pragmatismo determinò un ascesa abbastanza rapida del programma governativo napoleonico, facendo conoscere prima alla Francia e poi all’Europa non solo le qualità militari del condottiero, ma anche quelle politico-amministrative.
Se nel campo di battaglia Napoleone portava i sentimenti nazionalisti francesi, che costituirono il compimento dei valori della rivoluzione francese; nel campo sociale introdusse alcuni principi fondamentali tuttora basilari per uno stato democratico come: la legge è uguale per tutti e, l’inviolabilità della proprietà privata. Raccolti insieme ad altri principi nel Codice Civile (Codex Civili) da lui scritto, che spazzava una volta per tutte i retaggi dell’ancien regime, del feudalesimo e dell’assolutismo, creando una società prevalentemente borghese, laica e liberale.
Inoltre vi furono altri radicali cambiamenti nell’assetto amministrativo, politico e sociale. Alcune di queste trasformazioni furono: la creazione di una nuova legge elettorale e di un nuovo apparato di polizia, con la novità della nascita di una scuola pubblica, togliendo di fatto l’assoluta istruzione ed educazione al clero, instaurando cosi un efficace ed estrema trasformazione nell’organizzazione amministrativa e sociale dello stato francese.
Napoleone rappresentava l'uomo civile del diciottesimo secolo, razionalista, illuminato, ambizioso. Era l'uomo della Rivoluzione e nello stesso tempo era l'uomo che aveva portato l'ordine.
Napoleone tuttavia non era solamente l’uomo che partendo da una nobile famiglia toscana si era trasferito in Corsica giovanissimo, e con la passione verso i grandi condottieri si era progressivamente fatto spazio nella scuola militare francese, diventando il generale e stratega che tutti gli eserciti avrebbero sognato.
Nella sua vita privata aveva anche degli interessi nascosti, piuttosto inconsueti per un uomo da campo di battaglia. Amava molto il teatro: commedie, tragedie, opere liriche e gli spettacoli in genere; in particolare apprezzava la commedia francese ed il melodramma italiano. Infatti frequentava spesso i teatri parigini, e durante le campagne belliche, quando vincitore, si recava a teatro o faceva organizzare spettacoli per sé, il suo seguito di marescialli ed alti ufficiali.
Napoleone però oltre ad aver avuto qualità ed interessi in molti campi della società, fu in grado grazie a una serie di brillanti campagne militari ed alleanze, di conquistare larga parte dell'Europa continentale, controllando numerosi Regni europei (Spagna, Napoli, Westfalia e Olanda). Tuttavia la disastrosa Campagna di Russia del 1812 segnò la fine del suo dominio sull'Europa e l'inizio del suo declino.
Sconfitto successivamente a Lipsia dagli alleati europei nell'ottobre del 1813, Napoleone abdicò nell'aprile del 1814 e venne esiliato nell'Isola d'Elba.
Nel marzo del 1815 però, partendo furtivamente dall'isola d'Elba, sbarcò nei pressi di Antibes, rientrando da qui a Parigi, e riconquistando il potere per il periodo detto dei Cento Giorni, finché non venne definitivamente sconfitto a Waterloo nel 1815. Trascorse i suoi ultimi anni in esilio nell'isola di Sant'Elena, sotto il controllo degli inglesi. Egli mori il 5 maggio 1821 probabilmente per un ulcera allo stomaco. Si concludevano cosi le gesta del primo regnante della dinastia dei Bonaparte, ma soprattutto le vicende di uno dei personaggi che la storia l’ha vissuta da vero protagonista.

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