Il socialista Filippo Turati sosteneva lw conquista di Adua perché i proletariati morivano di pellagra (malattia causata dalla mancanza di vitamina B3) sui campi di combattimento. Il 13 Febbraio 1896 in Etiopia ci fu la battaglia di Adua e gli Etiopi erano ben armati, avevano un esercito cinque volte maggiore di quello italiano e conoscevano bene il territorio. Dal 14 al 17 Febbraio ci furono molti scontri nei quali 300 Italiani furono uccisi o fatti prigionieri. Nel frattempo il 21 Febbraio 1896 a Roma Francesco Crispi sostituì il generale Oreste Baratieri col capo di stato maggiore Panistera. Il 27 Febbraio l'esercito italiano soffriva fisicamente per la mancanza di viveri e Baratieri era incerto se ritirarsi o combattere; poi decise che avrebbero combattuto solo all'avanzata del nemico. Il 29 Febbraio cominciò l'offensiva e si dava per scontato che l'esercito italiano per condizioni strategiche, per capacità organizzative e per equipaggiamento militare fosse superiore a quello etiope; ma quest'ultimo disponeva di fucili automatici, mitragliere e cannoni comprati dall'Inghilterra e dalla Germania che aiutavano l'Etiopia perché non vedevano di buon occhio l'Italia. Gli Etiopi erano motivati, combattevano cioè per la liberazione del proprio paese dalla dominazione straniera che li opprimeva in tutti i sensi. L'esercito etiope era guidato dal generale Ras Maconnen era molto numeroso (circa 200.000 uomini)e gli Italiani sottovalutarono l'avversario e alleggerirono gli equipaggiamenti. Il generale Daformida (che guidava la colonna di destra) si ritirò in un luogo chiuso e il suo esercito fu sterminato. Dopo poche ore dalla battaglia si fecero i conti: erano rimasti 4.600 soldati, 289 ufficiali, 500 feriti italiani e 406 italiani mutilati della mano destra e del piede sinistro come ricordo della battaglia persa. Baratieri cercò di discolparsi della sconfitta di Adua, ma il presidente del consiglio Francesco Crispi si dimise per evitare il voto di fiducia e ciò portò alla fine della seconda fase della politica coloniale italiana; la sconfitta di Adua inoltre permise la nascita dell'università Bocconi di Milano.

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