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-La Prima Rivoluzione Industriale-

Nel XVIII secolo avvenne la Prima Rivoluzione Industriale in Gran Bretagna, iniziata innanzitutto nel Settore della Produzione di Tessuti, grazie all’importazione di Cotone dall’India, così che potesse essere possibile produrre Tessuti in Cotone in Gran Bretagna.
Nel suolo Inglese si cercò, visto la grande quantità di nuovo tessuto, di usufruirne nel miglior modo possibile: infatti vennero trovate una serie di nuove innovazioni che permettevano la creazione di Tessuti con minor costi e in minor tempo, permettendo quindi un’ampia produzione.
Nel 1733 John Kay, un orologiaio, inventò la Navetta Volante, ossia un sistema capace di far muovere meccanicamente sul telaio la spola con il filo, in questo modo si è in grado di produrre un tessuto di dimensioni maggiori rispetto ai tempi precedenti; a questo punto però sorge un altro problema: i tessitori necessitano di maggior filo, poiché con questo nuovo sistema ne possono lavorare di più; grandi quantità di filo vennero importate dalle Colonie.

Successivamente James Hargeaves, un tessitore, mise a punto la Jenny, un Filatoio Meccanico manovrato a mano, mentre Richard Arkwright costruì un Filatoio azionato dall’Energia Idraulica (water-frame); Samuel Crompton combinò queste due macchine, creando la Mule Jenny, un Filatoio azionato dall’Energia Idrica capace di far muovere più fusi contemporaneamente.
Vi fu però un altro problema: ora è il filo ad essere troppo e i macchinari usati per la creazione di tessuti non riescono ad impiegarlo tutto.
Venne quindi inventato da Edmund Cartwright il primo Telaio Meccanico, azionato dall’Energia Idrica.

Oltre alle innovazioni nel Settore Tessile, ne avvennero altrettante importanti nel Settore Siderurgico.
Grazie ai giacimenti di Carbon Fossile presenti nel terreno Inglese, si iniziò a produrre molto Ferro e molta Ghisa; la Ghisa era molto utile, poiché era adatta per la fabbricazione di oggetti di vario impiego, quali pentole, caldaie o parti di macchinari; inoltre dalla Ghisa stessa veniva prodotto il Ferro usato per la fabbricazione di Chiodi, Picconi, Vanghe e altri utensili.
Inizialmente venne scoperto un metodo per creare buona Ghisa da due proprietari di una delle più importanti Fonderie Inglesi, i quali scoprirono che combinando Coke (carbon fossile depurato) e Materiale Ferroso si otteneva una Ghisa migliore; successivamente vennero individuati due procedimenti che permettevano una migliore lavorazione della Ghisa: il Pudellaggio e la Laminazione.
Con questi procedimenti si otteneva anche Ferro di buona qualità a costi di produzione più bassi.

Il Carbon Fossile iniziò a diventare sempre più richiesto per la creazione del Ferro, quindi si iniziò a scavare più profondamente nelle Miniere di Carbone; la possibilità di creare Miniere sempre più profonde diventò possibile grazie al Pompaggio dell’Acqua in superficie, procedimento attuabile grazie all’invenzione da parte di Thomas Newcomen della Pompa a Bilanciere mossa da Vapore; successivamente James Watt mise a punto una Pompa a Vapore.
Inoltre Watt, grazie alla collaborazione con Matthew Boulton e i suoi operai, riuscì a costruire una Pompa a Vapore di grosse dimensioni, la quale, se sviluppata, può essere utilizzata anche per altre funzioni oltre a quella di pompaggio dell’acqua.
Infatti nel 1782 Watt disegnò il primo esempio di una Macchina a Vapore, una Macchina in grado di generare energia per altre macchine. Questa fu una nuova fonte di energia, di tipo artificiale (produce in modo artificiale l’energia), che si andava ad aggiungere a quelle fino ad allora scoperte (eolica, idrica, animale, umana).

Inoltre vennero a formarsi anche nuove unità produttive, le Fabbriche, che andavano a sostituire le vecchie Botteghe e Laboratori Artigiani; nelle Fabbriche la fonte di energia usata più frequentemente era quella della Macchina a Vapore, infatti esse erano solite trovarsi vicine a posti in cui era facile reperire Carbon Fossile per la produzione di energia; gli Operai delle Fabbriche erano principalmente ex-artigiani o ex-contadini, che si erano spostati dalla campagna alla città, oppure donne e bambini, i quali potevano essere pagati di meno ed erano utili poiché avevano mani piccole, adatte soprattutto nei lavori tessili.

Questa Rivoluzione Industriale che avvenne in Gran Bretagna venne vista come un Modello da seguire dai Politici di altre parti d’Europa, infatti essi ammiravano e volevano imitare tutto ciò che era avvenuto in Gran Bretagna.

Questa Rivoluzione Industriale non ebbe solo effetti positivi sull’Inghilterra, ma vi furono anche aspetti negativi: innanzitutto i turni di lavoro iniziarono ad essere lunghi e le condizioni di lavoro erano assolutamente antigieniche e a volte anche pericolose per la salute degli operai. Inoltre con l’introduzione delle nuove tecnologie si iniziò a risparmiare sull’impiego della manodopera, quindi si creò un grande fenomeno di disoccupazione, che riguardava principalmente gli artigiani.
Visto ciò, tra fine Settecento ed inizio Ottocento, in Gran Bretagna iniziarono le prime proteste, che consistevano nell’attacco e nel sabotaggio alle macchine; i gruppi di sabotatori erano detti “Luddisti”, la cui provenienza deriva da Ned Ludd, colui che avrebbe compiuto i primi atti di sabotaggio.

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