Era il 1919 quando Adolf Hitler, che allora era un semplice imbianchino ed ex caporale dell’esercito,aderì ad un partito dell’estrema destra tedesca costituitosi nello stesso anno:il Partito Operaio Tedesco. Era passato appena un anno quando nel 1920 Hitler decise di fondare in una birreria di Monaco il suo partito politico,quello”Nazionalsocialista”,più tristemente noto come”Partito Nazista”. Le intenzioni del capo del neonato partito di estrema destra si palesarono già nel 1923 quando questo,a capo delle sue SA (squadre d’assalto,erano un organo paramilitare del partito)cercò un improbabile colpo di stato nella stessa città di Monaco(putsch di Monaco). Le istituzioni della repubblica di Weimar reagirono con prontezza sventando il golpe, Hitler finì in galera (dove scrisse il”Mein Kampf”) e per il momento il suo progetto si dovette ritenere fallito. Lo”spirito di Locarno”e gli aiuti economici americani sembrarono stroncare alle fondamenta il partito nazista che faceva della”revanche”contro i francesi,dell’orgoglio della”razza tedesca”e della miseria collettiva della nazione teutonica nel dopoguerra i suoi cavalli di battaglia. Ma ecco che nel 1929 uno sviluppo inaspettato(la crisi finanziaria americana e mondiale)sembrò riaprire la via del successo per Hitler,che nel 1930 riscosse col suo partito un buon esito elettorale. Ma si dovette attendere il 1933 perché il presidente Hindenburg affidasse al capo del nazionalsocialismo(forte dei suoi risultati elettorali)il ruolo di cancelliere,allontanando da tale incarico il conservatore Franz von Papen(30 Gennaio). Giunto così alla cancelleria di un governo repubblicano e democratico, Hitler escogitò presto il modo per dare il via al suo progetto originario: la creazione di una dittatura. Nella notte del 27 febbraio 1933 le sue SA incendiarono il Reichstag (Parlamento) addossando in seguito la colpa ai militanti dei partiti di sinistra, millantando l’esistenza di una congiura comunista nei confronti delle istituzioni dello stato tedesco. Scattò una violenta repressione degli avversari politici per opera delle stesse SA e delle SS (le squadre di difesa, nate per proteggere Hitler), seguita dall’emanazione di un decreto straordinario(28 Febbraio)con il quale il cancelliere limitò ogni tipo di libertà politica e civile(tale potere di limitazione della libertà era concessa al cancelliere dalla costituzione di Weimar in caso di pericolo). Nel frattempo il presidente Hindenburg sciolse il parlamento e indusse nuove elezioni che dettero al nazionalsocialismo un’ampia maggioranza. Forte di questa, Hitler fece approvare il 23 Marzo una legge-delega che di fatto avrebbe dato pieni poteri al suo governo per quattro anni. Da quel momento il cancelliere, che iniziò a farsi chiamare Fuhrer, ordinò lo smantellamento delle sedi dei partiti avversari e la persecuzione dei loro militanti, istituendo a tal proposito un organo poliziesco segreto di stato, la famigerata Gestapo. Al fine di processare i nemici politici e i traditori fu istituita la Suprema Corte Popolare,un tribunale speciale. Il 14 luglio 1933 il Partito Nazionalsocialista divenne l’unico autorizzato sul suolo tedesco. Nel ’34 il Fuhrer iniziò a sospettare di Ernst Rohm, capo delle sue SA, così ordinò alle sue fidate SS guidate da Heinrich Himmler di procedere alla soppressione fisica dei membri delle squadre d’assalto(“notte dei lunghi coltelli”,30 Giugno). Sempre nel 1934 la Gestapo, fino ad allora organo indipendente,fu inglobata nelle SS. Il ’34 è anche l’anno in cui morì il presidente Hindenburg (Agosto), tal evento consentì a Hitler di assumere, oltre alla sua già nota carica di cancelliere, quella di presidente e di fondare così il Terzo Reich. La Germania si tramutò in uno stato unitario, non più federale com’era sotto la repubblica. Nel periodo successivo a questo i nazisti cercarono il consolidamento del loro potere nella nazione applicando pienamente le disposizioni tipiche di ogni totalitarismo, già descritte nel capitolo del fascismo. Figure di spicco dei quadri dirigenziali nazisti in questo processo di”nazistizzazione”dello stato tedesco (per adattare un termine usato per il fascismo in Italia) furono il già citato Himmler, capo della Gestapo e delle SS dal ’34 in poi e Joseph Goebbels, capo della propaganda del regime. Alle normali pratiche necessarie a radicare il credo del partito nel popolo,si aggiunse un elemento che in Italia non si verificò,almeno non in modo così efferato:un fortissimo razzismo e uno odio viscerale per gli Ebrei,perseguitati dal regime con l’accusa di comunismo e di essere una razza inferiore ma con le reali motivazioni di voler eliminare la classe dell’alta borghesia industriale(composta da Ebrei che avrebbero potuto opporsi ai piani di Hitler)e una parte di popolazione che,a causa delle sue forti tradizioni,difficilmente sarebbe potuta essere coinvolta nel progetto nazista. In tutto questo, il Fuhrer non dimenticò di procedere al potenziamento del settore industriale tedesco. Il resto dell’Europa non capì la reale pericolosità della dittatura nazionalsocialista per due motivi:

-In Europa e nel Mondo erano ormai diffusi i regimi, si pensino al fascismo italiano, alla dittatura di Primo de Rivera in Spagna, di Antonio Salazar in Portogallo ecc.
-Hitler ricorse solo nella parte finale del suo progetto alla violenza cogliendo impreparate Francia e Inghilterra.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email