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Le altre Nazioni

La repubblica democratica tedesca, nata dalla dissoluzione dell'Impero, non resse alle difficoltà politiche ed economiche e finì anche essa in una dittatura che diede i pieni poteri al capo del partito nazionalsocialista: Adolfo Hitler (1933). La dittatura hitleriana affermava, come quella fascista, la superiorità dello Stato sull’individuo, ma in più, e più gravemente, professava il razzismo, cioè la convinzione della superiorità della razza ariana incarnata nel popolo tedesco su tutte le altre razze. Conseguenza del razzismo fu una feroce persecuzione degli Ebrei, viventi in Germania, che doveva preludere alla strage degli Ebrei d’Europa durante la guerra. In seguito all’avvicinamento della Germania di Hitler all’Italia di Mussolini, le nazioni democratiche, preoccupate, tornavano ad accostarsi tra loro. Nel 1939 il mondo si presenta diviso in tre gruppi di paesi:
Le democrazie liberali tra cui primeggiano gli Stati Uniti d’America, l’Inghilterra con i Domini e la Francia;
Le dittature nazionaliste, tra cui primeggiano l’Italia e la Germania, che comprendevano la Spagna, il Portogallo, la Romania, ecc. con questi paesi, per svariate ragioni, simpatizzava il Giappone, che mirava ad imporre la sua egemonia nell’estremo Oriente. L’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
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