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Prime politiche


Hitler, una volta eletto, chiede dei poteri; il parlamento cede quindi il potere legislativo al governo. Finisce di fatto la democrazia ed inizia la dittatura a pieno titolo. Il 14 aprile del ’33 vengono per legge aboliti tutti i partiti, così come i sindacati, la scuola, gli scout ecc. Rimane solo il nazismo. Viene indetta anche una polizia, la Gestapo. Ogni volta liquidata ogni opposizione esterna vengono fatti i conti con la parte del partito più orientata a sinistra. Essa sfugge al suo controllo e si pone su condizioni pericolose per il partito. Il 30 giugno 1934 dà mandato alle SS e alla Gestapo di eliminare fisicamente ogni membro dell’SA (notte dei lumi e dei coltelli), compreso Rom. Si parla di 1000 morti. I corpi di polizia del fürer subivano un indottrinamento tramite un lavaggio del cervello, per cui sospendono ogni tipo di moralità alla fine di aiutare Hitler e lo stato.
C’è stata un’opposizione al nazismo, ma molto debole per una serie di motivi:
- Il nazismo ha un grande consenso, anche perché le situazioni economiche e logistiche erano migliorate. Il consenso verso il nazismo inizia a incrinarsi alla fine della seconda guerra mondiale, con i bombardamenti di alcune città tedesche e i viveri che venivano tolti
- La propaganda è molto efficace e gli oppositori vengono mandati nei campi di lavoro e rieducazione (lager), insieme ad omosessuali, comunisti, zingari, ebrei ecc. C’è un tentativo di opposizione serio dall’esercito. C’è un’opposizione anche da parte della chiesa cattolica. Ci sono diversi esponenti cattolici finiti nei campi di concentramento per questo
In generale l’opposizione è però molto scarsa. L’idea di smettere di pensare è stata molto efficace. I tedeschi fanno finta di niente nei confronti dei campi di concentramento.
La prima fase della persecuzione degli ebrei (33-35) è una propaganda antiebraica, il boicottaggio dei negozi ebrei.
Nel 1935 gli ebrei erano considerati ufficialmente razze inferiori e perdono la cittadinanza, così come molti diritti (leggi di Norimberga). Molti fuggono.
Nel 9-10 dicembre del 1938 c’è la notte dei cristalli (nella notte vengono frantumate le vetrine dei negozi ebrei). La società rimane indifferente. Il dovere della critica e della reazione di fronte alle ingiustizie non c’è in Germania.
Ultima fase è quella di sterminio, a partire dal 1941. La soluzione finale è 6 milioni di morti nei campi di concentramento.
Prima dello sterminio c’è una politica che viene ricordata pochissimo, ma ugualmente tremenda: lo sterminio verso i disabili, i malati cronici; viene usato il termine “eugenetica”. Si vuole purificare una razza eliminando elementi deboli. Nel 1933 si vuole purificare la razza ebrea dagli individui malati. Viene pianificato un ricovero di disabili mentali e fisici, malati cronici e di mente, in delle strutture (si pensava strutture di cura) e vengono eliminate con i gas. Per rendere questo accettabile parte una tremenda campagna di propaganda. Si segna una linea che marca le vite che dovrebbe essere vissute e quelle che non lo sono. Le vite dei malati non sono degne di essere vissute, sono anzi un costo per la comunità. Su questo il progetto nazista non finisce benissimo perché la denuncia della chiesa cattolica e la protesta dei soldati mutilati. Si decrementa quindi questa politica, seppur si manda avanti mettendo in sordina con la propaganda. Si parla di 80 mila cittadini tedeschi uccisi. La propaganda accompagna ogni gesto del nazismo. Essa è affidata ad uno degli uomini più importanti del regime; l’idea è sostituire il pensiero dell’uomo con l’ideologia. Anche la radio ed il cinema influenzano il pensiero comune; nulla sfugge alla propaganda e alla mobilitazione.
Lo stato assume il pieno controllo dell’economia. L’idea è quella del raggiungimento dell’autosufficienza alimentare. Altra grande esigenza è aumentare la produzione industriale. L’industria tedesca era molto pensante, soprattutto nel senso di siderurgia, meccanica ecc.
Grazie a queste imponenti commesse industriali viene raggiunta la piena occupazione nel 1938, a costo di perdere libertà sul posto di lavoro, servizio di lavoro obbligatorio, controllo dei prezzi dei salari, soppressione dei diritti sindacali ecc.
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