Nella Spagna degli inizi anni Trenta del Novecento cominciano ad emergersi delle problematiche riguardante l'inefficienza dei governi, sia gli episodi di violenza sia la proclamata intenzione di realizzare una riforma agraria cominciano a preoccupare un buon numero di elettori (non solo i membri delle famiglie proprietarie, ovviamente, ma anche molti membri dei ceti medi); alle elezioni che si tengono nel 1933 lo schieramento di destra conquista la maggioranza dei seggi. Il governo che si forma, sostenuto dalla Confederacion espanola de deerechas autonomas (Confederazione spagnola delle destre autonome, Ceda), guidata dal cattolico José MarIa Gil-Robles (1898-1980), inverte la linea politica seguita dal precedente governo Azana: revoca l'autonomia concessa alla Catalogna, mette da parte i progetti di riforma agraria autorizza la riapertura delle scuole confessionali; impone riduzioni salariali; allontana i contadini dalle terre che erano state occupate. Le reazioni a questa inversione politica sono molto aggressive; infatti nel 1934 in Catalogna scoppia una rivolta autonomista; nelle Asturie i minatori tentano un'insurrezione socialista l'intervento dell'esercito reprime entrambe le ribellioni. Di fronte a questa evoluzione favorevole del quadro politico, socialisti, repubblicani di sinistra ma anche comunisti e anarchici decidono di unirsi in un Fronte popolare che si presenta compatto alle elezioni del 1936. In termini di voto il fronte prevale di misura sul blocco nazionale (lo schieramento di destra); in termini di seggi la maggioranza ottenuta è più netta (276 seggi al fronte 150 al Blocco). Il clima che si crea dopo le elezioni è caratterizzata da violenze reciproche frequenti e talora brutali: da un lato vengono uccisi esponenti politici di destra, preti e funzionari, vengono assaltate e saccheggiate chiese, monasteri e case di ricchi proprietari; dall'altro si risponde con aggressioni e uccisioni di esponenti socialisti e anarchici. La prospettiva di un governo che includa comunisti, socialisti (adesso spostati su posizioni radicali) e anarchici induce i gruppi di destra (tra i quali, oltre alla Ceda, ha assunto importanza la Falange, un partito fascista fondato da Jose Antonio Primo de Rivera,1903-1936, figlio di Miguel de Rivera) a pensare a una reazione estrema. A prendere l'iniziativa sono tuttavia i reparti dell'esercito di stanza in Marocco che si ribellano autonomamente al governo repubblicano il 17 luglio del 1936. Tra i generali che guidano la rivolta si impone ben presto Francisco Franco (1892-1965). Le truppe ribelli passano dal Marocco al continente e conquistano facilmente la Spagna sud-occidentale per poi impadronirsi di tutto il Nord, saldamente nelle mani delle truppe rimaste fedeli alla Repubblica tra cui la Marina) sono Madrid e Barcellona.

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