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Il Ritorno dell’Ordine dopo le Rivoluzioni della prima metà dell'800

Viste le molte Rivoluzioni della prima metà del 1800, ora vi sono anni in cui tutte le novità si devono assestare.
Le uniche zone non coinvolte dalle rivoluzioni furono: la Penisola Iberica, il Regno Unito, la Russia e l’Impero Ottomano.

• Dalle ‘Giornate di Giugno’ a Luigi Napoleone Bonaparte, in Francia: nell’aprile del 1848 avvennero le elezioni a suffragio universale maschile dell’Assemblea Costituente; la maggioranza andò ai Repubblicani Moderati, ma vennero eletti anche molti deputati filomonarchici, questo perché gli abitanti delle campagne avevano reagito negativamente alla nuova tassa da pagare per mantenere gli Ateliers Nationaux.
Per recuperare consensi, il nuovo Governo a maggioranza Repubblicana, decise di chiudere questi Ateliers Nationaux, in modo da alleggerire la pressione fiscale; facendo così, però, fecero licenziare moltissimi lavoratori, che rimasero dunque disoccupati.

Visto ciò, il 23 giugno, gli operai disoccupati si riversarono nelle strade di Parigi per una grande protesta, che portò ad una rivolta armata contro l’esercito francese, il quale riuscì a reprimere la rivolta.
Successivamente lo Stato approvò una Costituzione, che venne promulgata il 21 novembre 1848; essa confermava l'assetto Repubblicano e Democratico del nuovo Stato e riconosceva maggiori diritti ai più poveri.
Poi il 10 dicembre 1848 si tennero le elezioni presidenziali, le quale vennero vinte da Luigi Napoleone Bonaparte, che si impose con una grandissima maggioranza visto che prometteva di ripetere le gesta di Napoleone I.
La sua linea di governo si scontrò con i Radicali e i Socialisti, che volevano ottenere buoni risultati nelle elezioni dell’Assemblea Legislativa del 1849, cosa che poi avverrà.
Nel maggio del 1850, l'Assemblea Legislativa approva una nuova Legge Elettorale che esclude dal voto le fasce più povere della popolazione; successivamente, in giugno, approva anche una legge che limita la libertà di stampa.

• Regioni Centro-Orientali, Austria: nell’Impero Austriaco ci sono luoghi critici come Vienna, l’Ungheria e Praga.
Nella capitale boema si stava svolgendo un Congresso che voleva portare alla trasformazione dell’Impero Austriaco in una Federazione di Stati nazionali; l’Austria però rispose con un attacco militare che portò alla riconquista di Praga.

Nelle luglio del 1848 si riunì il nuovo Parlamento Nazionale Ungherese, che voleva reprimere le minoranze nazionali presenti nel territorio ungherese, per poter raggiungere una piena indipendenza.

Però l’Austria, per porre fine all’autonomismo ungherese, mandò delle truppe a Budapest, ma esse non riuscirono a riconquistare la capitale.
Allora il Parlamento ungherese nominò un Comitato ungherese di Difesa Nazionale, che decise di inviare l’esercito contro Vienna.
Quest’attacco ha inizialmente successo, ma poi l’esercito austriaco riesce a impossessarsi della sua capitale e a far allontanare l’esercito ungherese.
Nel dicembre del 1848, l’imperatore Ferdinando abdica a favore del nipote Francesco Giuseppe, il quale vuole avere potere assoluto, infatti l’anno successivo fa sciogliere l’Assemblea Costituente Imperiale e fa emanare una nuova Costituzione.
Francesco Giuseppe provò ad attaccare l’Ungheria, ma all’esercito ungherese si difese ottimamente e cacciò gli austriaci; visto questo successo militare, l’Assemblea Nazionale Ungherese proclamò l’indipendenza dell’Ungheria.
Vista la situazione, l’imperatore Francesco Giuseppe chiese aiuti militari allo zar di Russia; l’esercito russo entrò Ungheria e sconfisse definitivamente ungheresi.

• Il Lombardo-Veneto, Austria: il Re del Regno di Sardegna, Carlo Alberto, voleva portare all’indipendenza i territori sottoposti a dominio austriaco del Nord Italia, infatti aveva portato un attacco militare all’Austria, sfruttando la situazione gravosa in cui era finito l’Impero.
La prima fase della guerra fu favorevole all'esercito del Regno di Sardegna, ma successivamente l’esercito austriaco lo sconfigge nell’estate del 1848 e quindi Carlo Alberto è costretto al ritiro; l’Austria ha così riconquistato la Lombardia e Milano.

Nel 1849, viste le difficoltà dell'Austria che deve fronteggiare in Ungheria, il Governo Piemontese, d'accordo col Re Carlo Alberto, decide di tentare un secondo attacco ai possedimenti austriaci in Lombardia; questo tentativo si rivelò fallimentare, infatti l’esercito sardo venne intercettato e sconfitto a Novara.

A questo punto Carlo Alberto abdicò a favore del figlio, Vittorio Emanuele II, con il quale rimase in vigore lo Statuto Albertino.

Gli austriaci tuttavia non erano riusciti a riconquistare Venezia, ma dopo aver sconfitto definitivamente l’esercito del Regno di Sardegna, sottoposero all’assedio la cittadina, tanto che nel 1849 Venezia è costretta a tornare sotto la sovranità dell’Austria.

• Nel resto d’Italia: nella primavera del 1848 sembra possibile la nascita di una Federazione tra gli Stati esistenti, visto che gli eserciti della Granducato di Toscana, dello Stato Pontificio e del Regno delle Due Sicilie erano giunti in aiuto all’esercito sardo nel primo attacco all’Austria.
Ma quest’idea dura poco, infatti il Papa Pio IX non voleva fare una guerra di cristiani contro cristiani (italiani e austriaci erano entrambi italiani); aveva la stessa idea del Papa anche il Re del Regno delle Due Sicilie, Ferdinando II di Borbone.
La decisione dei sovrani di abbandonare l’idea di formare una Federazione causa pesanti rivolte da parte del popolo (tranne che nell’Italia Meridionale).

Infatti a Roma il Primo Ministro dello Stato Pontificio viene assassinato; vista la situazione che andava creandosi, il Papa fuggì da Roma.
Vista la sua assenza, vennero effettuate delle elezioni per un’Assemblea Costituente, che nel 1849 proclama l’istituzione della Repubblica Romana, il cui potere è in mano ad un triumvirato, il cui capo è Giuseppe Mazzini.

Quando la notizia giunse in Francia, l’esercito francese decise di andare a Roma per far abbattere la nuova Repubblica e far restaurare il potere papale; i francesi riuscirono ad entrare nella città e ripristinare il potere del Papa.

In Toscana le pressioni popolari inducono il Granduca Leopoldo II a nominare un Governo dall’orientamento Democratico.
Ma la situazione intanto era diventata incontrollabile e, come aveva fatto il Papa, anch’egli fugge.
Nel maggio del 1849 un gruppo di spedizione austriaco riuscì ad impossessarsi di alcune cittadine toscane (Livorno, Firenze), in modo da favorire il ritorno di Leopoldo II al trono.

Una volta che il Papa e Leopoldo II ritornarono a capo dei loro rispettivi Stati, fecero revocare le Costituzioni concesse in precedenza.

• In Prussia e Germania: in Prussia il Re Federico Guglielmo IV fa sciogliere l’Assemblea Prussiana e concede una Costituzione; questa Costituzione decreta che il potere esecutivo spetta al Re, mentre quello legislativo ad un Parlamento bicamerale, composto da Camera Alta e Camera Bassa, eletta sulla base del sistema elettorale delle tre classi.

In Germania, a Francoforte l’Assemblea Nazionale Tedesca decide di formare un Regno ‘Piccolo-Tedesco’, ossia un Regno che escludesse le aree tedesche dell’Impero Austriaco; questo Regno avrebbe dovuto avere la forma di una Federazione, con larghe autonomie concesse agli Stati membri.
Però il Re prussiano, ricevuta l’idea, la rifiutò.
Alla fine di maggio del 1849, anche l’Assemblea Nazionale Tedesca venne sciolta.

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