L'11 settembre 2001 e le sue conseguenze

L'11 settembre 2001 quattro aerei di linea statunitensi vengono dirottati da terroristi islamici e lanciati contro le Twin Towers e il pentagono. Tre aerei raggiungono i loro obiettivi e uno precipita prima di raggiungerlo. Circa 3000 persone perdono la vita. L'attentato viene rivendicato da al-Qaeda attraverso un messaggio di bin Laden.
Il presidente americano Bush jr attacca, sotto l'egida della Nato e dell'Onu, l'Afghanistan , sospettato di nascondere le basi del terrore. In pochi mesi i talebani perdono il paese, che tuttora versa in condizioni politiche molto instabili. Nel 2003 Bush e Tony Blair (Primo ministro britannico) decidono indipendentemente di attaccare l'Iraq di Saddam Hussein, sospettato di detenere armi di distruzioni di massa e di aver finanziato al-Qaeda.

Le motivazioni si rivelano infondate , il vero interesse è nei giacimenti petroliferi iracheni e nel volere espandere la propria influenza in una regione cruciale. La situazione in Iraq rimane instabile e pericolosa. Nel 2004 a Madrid un attentato alla rete metropolitana provoca 200 morti, l'atto è da considerarsi una ritorsione per aver sostenuto l'operazione militare americana in Iraq. Nel 2011 bin Laden viene ucciso in Pakistan da un commando americano. Sul fronte palestinese, nel 2002 Usa, Unione Europea.

Onu e Russia danno vita ad una "Road Map for Peace" per ristabilire la pace a Gaza e in Cisgiordania e restituire le terre ai palestinesi. La morte di Arafat e la vittoria alle elezioni di Hamas porta Israele a sospendere la Road Map, rifiutata da Hamas. Dal dicembre 2008 in risposta ad attacchi missilistici di Hamas, Israele occupa Gaza.

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