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Calliope


Opera realizzata da Cosmè Tura, realizzata nel 1458, che raffigura una Musa (forse Calliope). Questa opera è ispirata alla mitologia classica ma soprattutto ad alcune caratteristiche della scuola di Squarcione: festone in alto che ricorda i tipici festoni di Squarcio e Mantegna. Quello che colpisce è la ricercatezza dei motivi iconografici, in particolare dei tritoni: animali mitologici con gli occhi tempestati di pietre preziose.
Calliope siede sul trono in modo da mettere in evidenza una certa costruzione prospettica. Un altro importante aspetto riguarda la ricercatezza dei colori e l’uso di linee particolarmente nervose (tradizione gotica, non dritte) che richiamano l’arte nordica: Cosmè Tura è un pittore che, non sappiamo come, entra in contatto con la cultura nordica.

Ante dell’organo del duomo di Ferrara


Due porticine che sono dipinte all’interno e all’esterno. Da un lato c’è l’annunciazione mentre dall’altra c’è la scena di San Giorgio che sconfigge il drago. L’annunciazione è annunciata in un fornice, non in una stanza: vi sono sempre festoni con significato simbolico. L’annunciazione riguarda la nascita di Cristo, e i festoni ne vogliono richiamare la morte. Raffigurazione dei pianeti all’interno del fornice: l’astrologia è un’ossessione ricorrente in tutta l’espressione culturale della famiglia d’Este. In questo caso l’astrologia ha un significato negativo: la nascita di Cristo determina per gli uomini un altro destino, determinato da Dio e non più dai pianeti.

Polittico Roverella


Un’altra opera di Cosmè Tura, realizzata per commemorare la morte del vescovo Roverella. Questo polittico è stato smembrato nel corso dei secoli, venendo portato in vari musei in Europa e in Usa. Le parti principali sono la parte superiore, la cimasa, in cui è raffigurata la pietà: la pietà è un tema tipicamente nordico, che si rifà alla tradizione dei Vesprenbilder. Cosmè Tura la traduce in termini italiani, non applicando l’immagine della tradizione tedesca, adattandola alla sensibilità iconografica italiana. Al centro vi sono la madonna e Cristo, ma sono accompagnati da altre figure che piangono il Cristo morto (elemento italiano). In quest’opera emerge un linearismo di marca di nordica: ritorna l’elemento della linea nervosa che Tura riprende indubbiamente dalla tradizione nordica.
La parte centrale del polittico rappresenta una sacra conversazione: madonna in trono con bambino e angeli che suonano. La musica è una forma di linguaggio privilegiata nel 1400, che permette di entrare in comunicazione con dio. Il neoplatonismo stabilisce un contatto con Dio. È un’opera molto ricercato: sul trono compaiono iscrizioni in ebraico. Vi sono una serie di elementi decorativi, come i festoni e le conchiglie (attributo di Venere e della Madonna).
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