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Tiziano - Assunta


E' la prima opera in cui si legge l'allontanamento in maniera decisiva dal Rinascimento perché sintetizza l'esperienza formale di questo periodo ma mette anche in chiaro la sua ricerca che si basa sulla presenza materica del colore, che determina la composizione dell'opera rinunciando di fatto al disegno.
Lo sviluppo verticale riprende il tipo di composizione di Raffaello, mentre la parte inferiore quello di Michelangelo per via della dominante plasticità e la carica di dinamismo e phatos delle figure.
La composizione è di tipo ascensionale e il punto focale è la scena dell'assunzione di Maria accerchiata dagli angeli in posizione intermedia. Qui domina la luminosità del cielo, che fa da linea di mezzadria, e la scena culmina con il Creatore che incorona Maria. Per quanto riguarda il colore, il rosso è predominante e determina una visione piramidale con la Madonna al vertice, che è centrale perché attraverso i colori complementari rosso e verde costituisce il centro dinamico dell'opera.
L'ambientazione, e in generale la scena, sono meno ricche rispetto a quelle delle altre opere (gli apostoli sono addirittura in ombra) poiché nella Chiesa dove l'opera doveva essere posizionata entrava molta luce; inoltre la luce in cui sono coinvolti è naturale,mentre quella della Madonna, di Dio e dei cherubini è metafisica: ci sono dei punti di colore, come il bianco a sinistra e il rosso, che mostrano la capacità egregia di Tiziano nel gestire queste duplici tipologie di luci. A Padova, dunque nelle opere precedenti, le figure erano calme; qui è presente un moto vorticoso che rappresenta le reazioni degli uomini di fronte all'evento miracoloso dell'assunzione. La Madonna, poi, compie un movimento ascensionale e si torce come un'elica.
L'opera è molto simile a quelle di stile Barocco per via dell'esagerazione di sentimenti, movimenti ed espressioni e per via della grandezza spropositata di 7 metri di altezza; il fatto poi che il supporto di legno di vari quintali rimanga sospeso tra due colonne di marmo ha dato inizio a nuove dimensioni della fantasia.
Nella tavola è presente una rottura emotiva non propria del Rinascimento, una forte umanizzazione che determina un distacco dall'ideale neoplatonico raffaellita. La figura del Divino è importante perché posta su un piano prospettico diverso, come se si trovasse in profondità, e ha inoltre una posizione obliqua e inclinata, a differenza della Madonna che è perfettamente frontale.
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