Amor sacro e amor profano


L'Amor sacro e Amor profano è un dipinto a olio su tela di Tiziano, realizzato nel 1515 e conservato nella Galleria Borghese di Roma.
Lo realizza all’età di 25 anni per Nicolò Aurelio, cancelliere di Venezia che per le nozze con Laura Bagarotto vuole un regalo speciale.
E' ambientata in campagna probabilmente in Veneto, non è un luogo preciso anche se gli studiosi hanno cercato di individuare il posto, forse Venezia o Padova.
Il tono del contesto paesaggistico : radura tra un lago, i pascoli, i boschi.
Sulla sinistra, nello sfondo c’è un grande castello, probabilmente un edificio militare.
Conigli: simbolo di tenerezza e fertilità.
L'ambientazione è bucolica ed esprime fortemente la natura in primavera, ciò lo notiamo dai fiori.
La ragazza sulla sinistra incarna l’ideale di bellezza, ha forme morbide, capelli rossi ed occhi chiari, una corona di fiori, lo sguardo rivolto al pubblico come a volerlo rendere partecipe, forse è la sposa. Ritengono che sia una modella, una sposa ideale, non era la sposa stessa ma forse una donna già ritratta da Tiziano in altri dipinti.
Sulla destra c’è una figura femminile seminuda che guarda l’altra fanciulla, la presenza di Cupido tra loro dimostra che probabilmente si tratta di Venere.
Le due figure femminili sembrano simili, a tratti la stessa persona.
Venere ha l’espressione sicura, la sposa una certa inquietudine.
Venere incarna l’amor sacro, ha una lampada ardente in mano, simbolo delle vergini savie che attendono il ritorno dello sposo col lume acceso.
La coppa in argento dorato ha un forte valore simbolico, è una patera in cui venivano inserite le offerte per gli dei.
La sposa ha simboli coniugali : guanti, il mirto e le rose che sono simboli legati a Venere.
Non ha gioielli perchè doveva risplendere la bellezza naturale.
Tipici colori nuziali : il bianco per la verginità, il rosso per la passione.
Il cofanetto era probabilmente un regalo di nozze, gelosamente custodito da lei.
Il vestito è una camura, abito lungo e morbido, da ampie maniche e rende il panneggio tanto da sembrare una scultura.
Il sarcofago viene trasformato in vasca, fonte di nuova vita.
C'è lo stemma Aurelio con un uomo che sembra percuotere un altro, forse rappresenta la sottomissione sessuale, questo significato è in contrasto con la scena stessa del dipinto e con le due figure femminili.
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