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-Tintoretto-

Il Tintoretto, il cui nome reale era Jacopo Robusti, è stato un pittore del Rinascimento italiano, vissuto nella seconda parte del 1500.
Il soprannome di ‘Tintoretto’ gli venne assegnato visto il lavoro del padre, che faceva appunto il lavoro del tintore di stoffe.

Viene considerato un precursore dell’Arte Barocca, visti i modi di utilizzare la prospettiva e la luce; per questo la sua arte non venne subito ben vista, poiché molto innovativo, ma anni dopo la sua morte tutta la sua intera produzione venne rivalutata.

Realizzò moltissimi Ritratti, addirittura centinaia; questi ritratti non avevano il solo scopo di ritrarre il personaggio fisicamente, ma anche quella di mostrare la psicologia (il carattere) del personaggio.
Usava una Luce differente nel realizzare questi ritratti: usava una luce pesante sui vestiti, mentre una più leggera sugli elementi della faccia.
Gli sfondi dei ritratti erano solamente scuri o addirittura monocromatici, solitamente neri.

-Miracolo di San Marco-

Il Miracolo di San Marco, conosciuto anche come Il Miracolo dello Schiavo, è un dipinto del Tintoretto.
È un’opera di grandi dimensioni (4m x 5m), in cui è rappresentato il momento in cui uno schiavo cristiano viene scoperto dal padrone pagano a venerare delle reliquie di un santo; il padrone decide quindi di farlo martirizzare, incaricando un altro schiavo ad eseguire il lavoro; ma grazie all’intervento di San Marco, rappresentato in alto, i mezzi usati per martirizzare lo schiavo si rompono; questi ultimi sono messi in mostra da uno schiavo che li alza vero il cielo.
In senso opposto al Santo è rappresentato lo schiavo che deve essere martirizzato, raffigurato nudo e disteso per terra.
Nella scena sono presenti altre persone e sullo sfondo della piazza si scorge una villa.
La Luce del dipinto è prevalentemente di fonte naturale per quanto riguarda il retro, mentre nella parte in primo piano vi è una luce data dall’aureola del Santo.
Questa luce crea effetti chiaroscurali e la differenza di luci tra primo e secondo piano da senso di profondità; questo senso di profondità è anche dato dalla maggior corposità del colore in primo piano e dai colori più sbianchiti (slavati) in secondo piano.

-Crocifissione-

La Crocifissione è un dipinto del Tintoretto, la cui realizzazione venne iniziata nel 1564, anno in cui venne indetto un concorso tramite il quale decidere chi avrebbe dovuto affrescare le Sale della Scuola di San Rocco.
Per partecipare al concorso bisognava realizzare una tela con San Rocco in gloria; il Tintoretto, essendo stato il più veloce tra tutti i pretendenti, ma ovviamente anche il più bravo, vinse questo concorso.

Nella Sala dell’Albero realizzò la Crocifissione, dove viene ovviamente rappresentato il momento in cui Cristo è sulla croce.
La scena è molto confusa, con i personaggi posti secondo un preciso ordine: sembrano formare un cerchio, vuoto nella parte centrale, dove vi è posto il solo Gesù in croce.
I personaggi inoltre formano due triangoli: il primo ha vertice nella testa di Gesù e i lati dati dalla persona che tira una fune e da quella che scava la terra; il secondo ha vertice nel gruppo di persone poste al centro in basso e gli altri due vertici sono nei cavalli posti a destra e a sinistra nel dipinto.
La Luce è studiata in modo minuzioso; essa parte dalla figura di Cristo, dalle cui spalle parte una luce divina che illumina tutto ciò che circonda lui.

-Ultima Cena-

L’Ultima Cena è un dipinto del Tintoretto, ultima opera da lui realizzata, poiché poco dopo aver finito questo dipinto morì a causa di una forte febbre.

L’Opera porta con se una serie di innovazioni iconografiche: vi è una nuova disposizione della scena, infatti la tavolata è in diagonale ed è posta all’interno di una locanda; inoltre oltre al Cristo ed agli Apostoli vi sono altri personaggi, tra i quali vi è anche un gatto.
Vi sono anche degli Angeli, che sembrano dati da filamenti dorati e non sembrano avere corporeità.
La Luce naturale è data da una lampada a due fuochi, che illumina le travi e una porzione dell’ambiente circostante; il resto della scena è illuminato dalle aureole degli Apostoli e da quella di Gesù, che è la più luminosa di tutte.

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