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Tintoretto, Jacopo - Susanna e i vecchioni scaricato 0 volte

Jacopo Tintoretto si forma nella bottega di Tiziano ed è erede di tutta la pittura veneta. In lui confluiscono tutte le esperienze di quella tosco-romana e particolarmente attento alle lezione di Michelangelo. Il suo è un linguaggio estremamente raffinato e mira alla spettacolarità un po' come in linea con la cultura controriformistica del tempo. L'elemento principale che contraddistingue il linguaggio di Tintoretto è la sua grandissima abilità di usare la luce. E questo prelude a ciò che sarà nel barocco in Caravaggio per esempio. Lo possiamo notare dalle serie di ritratti dove egli dà quest'ambiente oscuro attraverso una luce concentrata che colpisce il volto e definisce con minimi dettagli i tratti dei visi umani e al di là dette fattezze gnomiche dei volti definisce anche il carattere dei personaggi. Egli è interessato all'anatomico cosa che in Giorgione era un elemento marginale. In alcuni disegni si vede lo studio delle posizioni. Per esempio nel disegno “ San Giorgio e il drago”, osserviamo il piede del cavallo e le posizioni che sono definite acutamente in minimi dettagli.

Susanna e i vecchioni: presenta un tema profano anche se è tratto dalla bibbia. Tema di carattere erotico dove c'è una donna che esce dal bagno e mentre si specchia completamente nuda viene spiata da due vecchi che la osservano colpiti. Si noti che c'è una grande abilità nel descrivere i particolari, i gioielli, pettine, panno, il parapetto, sul ramo un uccello, in fondo un laghetto con delle paperelle, nella parte sinistra tra gli alberi un cervo, cura nell'acconciatura della donna con treccine, perla che le decora il lobo dell'orecchio. E anche cui la luce è un elemento determinante che riesce a definire le varie parti del dipinto e l'incarnato della donna. Qua c'è molto della tradizione tardo-gotica come la ricchezza di particolari e rientra e ripresa nell'epoca manieristica per stupire e meravigliare. Tanto che il fine del manierismo è proprio stupire.

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