Il romanticismo

Il Romanticismo nasce in Germania dopo la caduta del pensiero illuminista, che ruotava intorno alla ragione, come una sorta di protesta che mette al centro il sentimento ed esalta la forza interiore dello spirito con ideali di indipendenza.
Romanticismo deriva dal termine “romance”, inglese, che già dal Seicento indicava con fare dispregiativo tutti quei componimenti fantastici e fantasiosi di genere pastorale o cavalleresco e gli si attribuirà un’accezione positiva soltanto agli inizi dell’Ottocento, contrapponendolo al movimento Neoclassicista e sottolineando così il rifiuto per il razionalismo verso un’accoglienza invece del sentimento. Mentre il Neoclassicismo riscopriva l'antico, per cui l'estetica neoclassica vedeva nell'arte greco-romana la più perfetta sublimazione del reale, insuperabile nella sua assoluta bellezza e dunque i canoni estetici antichi erano assunti come parametri di riferimento che non potevano essere reinterpretati in chiave moderna, le linee portanti del Romanticismo sono lo spiritualismo, lo storicismo, l'antilluminismo, il nazionalismo, l'individualità, l'anticlassicismo ; la bellezza risiedeva nell'imitare la natura in modo soggettivo, l'esigenza romantica della libertà creativa negava i principi classicisti e al contrario tendeva ad una estetica scomposta e disarmonica per rappresentare la tensione all'infinito e i contrasti interiori dell’uomo.
Gli aspetti fondamentali di questo movimento artistico, letterario e filosofico sono: la rappresentazione dei sentimenti e degli istinti umani, i concetti di sublime e pittoresco, la rappresentazione e l’interesse per storia contemporanea, le indagini sul rapporto uomo-natura e infine l’idea di artista che coniuga genio e sregolatezza, libero da autorità e canoni imposti.
Nel Romanticismo si afferma un movimento artistico-letterario con risvolti filosofici importante ed estremamente caratterizzante del periodo che è lo Sturm und Drang, letteralmente “tempesta e impeto”. Questo movimento antiilluminista ha come bersaglio la ragione scientifica e, contrariamente al neoclassicismo, rifiuta in modo categorico ogni forma d’arte dettata da regole di composizione precise, canoni estetici, e inneggia all’espressione della creatività a discrezione dell’artista, che crea senza sottostare ad una autorità ed è insieme genio e ribelle.
Oltre allo Sturm und Drang, nella filosofia del periodo romantico troviamo Kant e la sua filosofia critica del giudizio e le osservazioni sul bello e sul sublime e Burke che invece si dedicherà a teorizzare il concetto di “pittoresco”, ovvero quella sensazione dell’uomo di totale armonia e sintonia con la natura che lo circonda.
Il sublime, sia in arte che in filosofia, è quel qualcosa di grande, smisurato e incommensurabile che attrae e rapisce ma allo stesso tempo provoca un forte senso di smarrimento e di inquietudine. Questo concetto nasce dal sentimento doppio e contraddittorio di attrazione-repulsione dell’uomo di fronte alla grandiosità immensa della natura in confronto alla finitezza della propria esistenza e alla consapevolezza dei propri limiti. L’uomo e la natura infatti saranno uno degli elementi predominanti nelle opere romantiche di autori come Friedrich, Constable, Turner e altri grandi esponenti di questo movimento.
Per quanto riguarda l’aspetto letterario romantico, i principali autori italiani saranno Giacomo Leopardi, il cui “Infinito” rappresenta perfettamente la definizione di sublime e Vittorio Alfieri. In Francia troviamo invece Victor Hugo e “Les Misérables” mentre per l’Inghilterra le eroine dei romanzi di Jane Austen e le Cime Tempestose di Charlotte Bronte.

Friedrich

Friedrich è un autore tedesco estremamente religioso, forse uno dei più importanti rappresentanti del periodo romantico e in particolare del concetto di sublime; i suoi soggetti preferiti infatti saranno paesaggi naturali affascinanti ma spesso impressionanti.

Opere

• Croce in montagna [1]
• Le bianche scogliere di Rügen [2]
• Viandante [3]
• Abbazia nel querceto [4]
[1] Croce in montagna
Quest’opera di Friedrich è stata oggetto di molte critiche di chi non credeva possibile affibbiare dei connotati e dei significati religiosi ad un paesaggio. Non è infatti una crocefissione come da iconografia classica ma è una semplice croce di legno posta su un picco di una montagna con dei simboli religiosi posti sulla cornice (angeli, spiga di grano, triangolo con occhio divino, tralcio di vite..)
Il cielo è dominato da colori rossastri tipici di un tramonto in montagna con dei fasci di luce molto potenti che filtrano attraverso le nuvole andando ad illuminare la croce rendendola così ancora più protagonista. La sensazione che trasmette questo quadro è di una pace raccolta e intima nel silenzio della natura quasi incontaminata, la spiritualità è pura e semplificata e lo spettatore si sente in comunione con il tutto.
[2] Le bianche scogliere di Rugen
In quest’altra opera molto famosa di Friedrich vediamo un paesaggio scosceso di un’isola del mar Baltico molto amata dall’artista; Sono presenti tre figure umane, una donna e due uomini di spalle (probabilmente la moglie di Friedrich, lo stesso artista e il fratello) che si affacciano sull’orlo del precipizio.
Il quadro è incorniciato naturalmente in questa sorta di cerchio formato dalle scogliere bianchissime e dai rami degli alberi.
Guardando quest’opera si percepisce un senso di vertigine causato sia dalla posizione precaria delle figure che potrebbero cadere da un momento all’altro sia dalla profondità che Friedrich dona allo sfondo, mostrandoci la grandiosità del paesaggio naturale spostando il nostro sguardo verso l’infinità del mare.
Quest’opera può essere interpretata come una metafore della vita umana, un circolo transitorio tra nascita e morte con i personaggi che a breve continueranno il proprio cammino mentre il paesaggio resterà immutato.
[3] Viandante sul mare di nebbia
Forse il quadro più famoso di Friedrich, rappresenta un viandante sulla cima di un monte che osserva la maestosità della natura in un paesaggio ricoperto dalla nebbia dalla quale emergono alcuni rami di alberi e si intravedono le cime delle montagne più alte. Questo quadro viene usato spesso per descrivere il concetto di sublime poiché crea nello spettatore quel tipico doppio sentimento di attrazione-repulsione tipico romantico.
[4] Abbazia nel querceto
Questo quadro rappresenta i resti, le rovine di un’abbazia gotica con delle figure di frati che trasportano una bara per la funzione di un funerale forse dello stesso Friedrich.
Il quadro è avvolto da un’aura di mistero e rappresenta la morte in modo naturalmente drammatico che suscita un senso di profonda inquietudine enfatizzato dalla cupezza dei colori utilizzati e dalle quercie nodose a incorniciare, ma allo stesso tempo è presente un’atmosfera aurorale, mistica.

Turner

Turner è stato un pittore inglese membro della Royal Accademy ed esperto della tecnica dell’acquarello, con la quale realizzerà molte delle sue opere.
E’ sempre stato affascinato dal rapporto drammatico tra uomo e natura e dal senso di terrore e repulsione che si prova di fronte allo scatenarsi di eventi naturali come catastrofi che l’uomo non può controllare perché di gran lunga superiori a lui, una visione quindi particolarmente pessimistica della natura che è infatti quasi sempre matrigna, ostile.
Il suoi soggetti naturali preferiti sono le montagne (farà spesso viaggi in Svizzera e sulle Alpi) e il tema del diluvio, adattabili perfettamente al suo concetto di sublime con la loro maestosità.
Turner possiede uno stile pittorico che previene i tempi, tutto costruito con l’utilizzo del colore a punta di pennello, come nell’impressionismo.

Opere

• Bufera di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi [1]
• Didone costruisce Cartagine [2]
• Il mattino dopo il diluvio [3]

[1] Bufera di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi
In questo quadro la protagonista assoluta è la forza della tempesta di neve che soverchia i soggetti, il generale Annibale e il suo esercito, rendendoli quasi invisibili di fronte alla sua grandezza.
L’atmosfera è intrisa di una carica distruttiva impressionante.
La struttura e la composizione dell’opera è molto innovativa, con la linea dell’orizzonte che si curva fino a diventare una spirale avvolta su se stessa che costringe lo spettatore a seguirla con lo sguardo
[2] Didone costruisce Cartagine
Turner è innovativo ma segue anche i grandi artisti del passato; per questo riprende un quadro di Lorrain come forte ispirazione per la sua opera di carattere storico-mitologico Didone costruisce Cartagine. Le similitudini tra i due quadri sono molto evidenti ma la cosa che colpisce di quello di Turner è l’atmosfera onirica donata dall’utilizzo di una luce forte, quasi abbagliante.
[3] Luce e colore: il mattino dopo il diluvio
In questo dipinto Turner rappresenta uno dei temi fondamentali della sua pittura, il diluvio, e per farlo utilizza i fondamenti della teoria dei colori di Goethe secondo cui i colori hanno un riscontro e un effetto emotivo sull’osservatore. Turner utilizza così una palette i colori caldi per rappresentare la quiete dopo la tempesta e una forma circolare con un contorno più scuro che va schiarendosi verso il centro a simulare il momento in cui riappare la luce dopo un periodo di tenebre.

Constable

Constable sarà colui che rappresenterà nei suoi quadri un nuovo sentimento e una nuova accezione della natura: il pittoresco, ovvero la sensazione di comunione con ciò che ci circonda.
Constable rappresenta spesso il suo paese natale nei suoi quadri che sono quasi tutti senza figure e il suo stile è estremamente minuzioso e preciso.

Opere

• Il carro di fieno [1]
• Studio di nubi a cumulo [2]

[1] Il carro di fieno
In quest’opera Constable rappresenta il suo paese d’origine nel Suffolk Inghilterra, immerso in un paesaggio rurale idilliaco, con un ruscello che riflette la luce e le chiome degli alberi, un cielo estremamente naturale e realistico e il contadino che trasporta un carro di fieno.
Tutto in questo quadro è estremamente e minuziosamente studiato e realizzato; l foglie degli alberi sono state fatte una ad una con cosiddetti tocchi di spatola e sembrano vive e mosse da una brezza leggera che smuove anche il filo di fumo che esce dal camino del cottage tipico delle campagne inglesi sulla sinistra del quadro.
L’intento di Constable in ogni suo quadro era quello di cogliere l’attimo così com’era, per questo l’artista abbozzava l’immagine sul momento per poi avere una traccia da riprodurre in seguito, dopo che il momento era passato
[2] Studio di nubi a cumulo
Questo cielo nuvoloso è uno dei tanti studi sulla natura che Constable realizzerà dal quale traspare una sua esigenza di naturalezza, di rendere i suoi quadri il più verosimile possibile, rappresentando una natura maestra a differenza di Turner e Friedrich

Hayez

Hayez è la figura per eccellenza del romanticismo artistico in Italia.
Si forma a Roma anche se poi si trasferirà a Milano diventando poi anche direttore all’Accademia di Brera.
Milano ha una grande influenza sui suoi quadri, che avranno sempre degli elementi del clima storico di questa città; Hayez sceglierà di rappresentare non la storica classica ma il Medioevo, con l’idea di un periodo ricco di valori di libertà eroismo e patriottismo.

Opere

• L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo [1]
• Pietro Rossi parte per la guerra [2]
• Il bacio [3]

[1] L’ultimo bacio di G e R
In questo quadro sono rappresentati i due personaggi Shakespeariani in un’atmosfera medievale nell’atto di scambiarsi un bacio passionale sotto archi goticheggianti e vetrate colorate.
Il disegno è nitido e preciso e i gesti sono dotati di una teatralità magica ed espressiva tanto da far sembrare i personaggi degli attori su un palcoscenico.
[2] Pietro Rossi chiuso dagli Scaligeri nel castello di Pontremoli
Il condottiero è chiamato alle armi per difendere le truppe veneziane da quelle veronesi ma si ritrova in balia del sentimento femminile di moglie e altre due figure in lacrime che lo implorano di non partire e di sacrificare la gloria piuttosto della vita stessa.
Hayez fa coincidere dunque in questo quadro la dimensione eroica con quella sentimentale
[3] Il bacio
La scena, collocata in un contesto medievale, raffigura due giovani innamorati in un bacio passionale ed è storicamente ambientato dopo il patto di Plombières con l’Austria (Napoleone-Cavour) con Hayez che rende omaggio alla Francia con i colori del drappo, blu bianco e rosso.
E’ considerato il manifesto dell’arte romantica in Italia.
Questo bacio è sì passionale ma la posizione dell’uomo e l’elsa della spada che si intravede sembrano significare un’imminente dipartita, il che tramuta la sola passione in un bacio di addio

Ingres

Dopo l’école des Beaux-arts Ingres comincia ad esporre i primi quadri ai Salon ma vengono ampiamente criticati poiché si allontanavano troppo dai modelli classici e sembravano invece più primitivi e semplificati, verso l’operato di Giotto.

Opere

• Mademoiselle Caroline Rivière [1]
• La grande odalisca [2]
• La bagnante di Valpinçon [3]
• Madame Moitessier seduta [4]

[1] Mademoiselle Caroline Rivière
Si tratta di u ritratto di una giovane ragazza di 13 anni di tre quarti, abbastanza stilizzata ed inquadrata in una cornice ad arco come si usava fare in un ritratto quattrocentesco. La giovane è vestita interamente di bianco che rimanda alla purezza e alla virginità e la sua immagine contrasta con l’azzurro del cielo e di un fiume, anch’esso simbolo di purezza (ma con un riferimento anche al cognome della ragazza).
La scelta di rappresentare il soggetto di tre quarti viene dal maggiore maestro di Ingres: Raffaello, dal quale prende anche il fatto di rappresentare una figura su sfondo naturale. Le linee di contorno sono nitide e armoniose, l’immagine risulta infatti troppo perfetta per essere naturale e la fanciulla sembra fatta di porcellana.
[2] La grande odalisca
il quadro ritrae una donna adagiata su un letto con raso e pelliccia completamente nuda con un ventaglio piumato nella mano destra.
L’atmosfera è alquanto esotica e il suo sguardo sembra invitare e ritrarsi nello stesso momento.
C’è una totale mancanza di realismo: il corpo e il volto sono inverosimilmente allungati e mancano di alcune parti anatomiche come per esempio i gomiti. Le braccia sono spropositatamente lunghe cosi come la schiena che sembra avere delle vertebre in più, oltre che una curvatura innaturale.
L’immagine poi è piuttosto piatta.
Ingres non si curava di rendere le immagini e i soggetti verosimili ma di perseguire i suoi ideali di bellezza e di estetica.
[3] La bagante di Valpinçon
il primo grande nudo di Ingres. La donna protagonista è raffigurata di spalle ed è quasi marmorea, effetto evidenziato anche dalla luce che crea ombre che definiscono la figura.
L’ambientazione è ridotta al minimo per concentrare lo sguardo dello spettatore sul soggetto principale.
[4] Madame Moitessier seduta
ingres rappresenta in questo quadro la figlia di un funzionario di stato come una sorta di Dea dell’olimpo, con caratteristiche più idealizzate che realistiche.
Le stoffe del vestito e delle tappezzerie sono minuziosamente realizzate tanto da sembrare vive e dare la sensazione di poter essere toccate.
Le forme sono quasi esageratamente arrotondate per conferire dolcezza alla figura e l’incarnato è chiaro e brillante come fosse porcellana.
L’aspetto particolare è lo specchio presente dietro e di fianco la protagonista, che ne riflette un immagine dai colori leggermente distorti e dalle forme meno perfette giocando sui contrasti.

Gericault

Artista maledetto che rifiuta le regole accademiche e i canoni artistici, vive in solitudine, crea quadri apprezzati solamente dopo la sua morte e muore molto giovane.
Compone spesso delle opere monumentali con molti elementi e personaggi che affollano la tela e rappresentano spesso ingiustizie sociali e polemiche.

Opere

• La corsa dei cavalli barberi [1]
• La zattera della Medusa [2]
• Monomanie [3]

[1] La corsa dei cavalli barberi
Non rappresenta la corsa vera e propria ma la partenza, con figure di uomini che pur essendo possenti riescono a stento a dominare l’impeto degli animali.
G. rappresenta lo sforzo l’esuberanza e il dinamismo portato agli estremi.
[2] La zattera della Medusa
Il quadro rappresenta gli avvenimenti successivi al naufragio della nave francese Méduse, avvenuto il 2 luglio 1816 davanti alle coste della Mauritania.
L’imbarcazione va alla deriva e per sopravvivere i naufraghi mangiano i cadaveri dei morti.
Il quadro rappresenta il fallimento, il momento in cui i naufraghi vedono una nave ma essa si allontana senza prestare soccorso. Questa opera ha una forte valenza politica e si schiera dalla parte della gente comune; la figura più alta, che sventola un drappo rosso e sarà colui che salverà i sopravvissuti è di colore, una scelta audace e schierata per quel tempo.
La scena è monumentale e angosciante, concentrata in tutto lo spazio della tela. Le figure sono poste seguendo linee che dal centro si diramano verso l’esterno in diverse direzioni, come in balia di una potente forza centrifuga che aumenta la sensazione di disagio nello spettatore.
Ossessionato dall’anatomia, Gericault si reca spesso all’obitorio dove studia e dipinge parti di cadav
Monomanie [3]
5 ritratti raffiguranti 5 monomanie patologiche (furto, gioco, pedofilia, invidia, comando).
Géricault conduce un'indagine scientifica sulla follia.
il tema dell'infelicità e sofferenza umana, e della condizione sociale. Si tratta inoltre di una denuncia contro l'emarginazione dei malati mentali che vanno considerati non come mostri ma come esseri umani bisognosi di cure.
Il forte realismo rende particolarmente espressivi ed inquietanti questi ritratti. Gli "alienati" sono visti come personaggi misteriosi che incuriosiscono.

Delacroix

è stato un artista molto criticato a suo tempo per via delle caratteristiche lugubri e cupe tipiche del suo stile pittorico. Molto passionale, malinconico e con grandi ideali di libertà.
Contrariamente al suo principale rivale Ingres, che ricercava nelle proprie opere il perfezionismo tipico dello stile neoclassico, Delacroix pose maggiore enfasi sul colore e sul movimento piuttosto che sulla nitidezza dei profili e sulla perfezione delle forme. Le opere di Delacroix, rese con pennellate immediate, rapide e fortemente espressive, sono caratterizzate da una grande impetuosità creativa che coinvolge emotivamente lo spettatore, che in questo modo è in grado di vivere con grande trasporto la potenza drammatica della scena.

Opere

• La barca di Dante [1]
• Massacro di Scio [2]
• Libertà che guida il popolo [3]

[1] La barca di Dante → Il soggetto del dipinto è tratto dall'ottavo canto dell'Inferno dantesco. In primo piano sono ritratti Dante, che indossa un cappuccio rosso e un abito verde e bianco, e Virgilio mentre attraversano il fossato del fiume Stige su un'imbarcazione pilotata da Flegias, il custode del quinto cerchio.
Tra i punti di riferimento più evidenti appaiono Michelangelo, per il chiaroscuro dei corpi dei dannati, e La zattera della Medusa di Géricault, dal quale riprende lo stile emotivo e la costruzione piramidale. I corpi dei dannati disegnano forme concave che riprendono le onde ed enfatizzano l'instabilità dell'imbarcazione.
L’uso del colore è molto innovativo poiché Delacroix inserisce piccole pennellate di colori puri, non mischiati e stesi affiancati in modo tal da dare luci particolari a certi elementi del dipinto
[2] Massacro di Scio → in questo quadro Delacroix rappresenta il fallimento della rivolta greca contro l'Impero Ottomano. Fortemente impressionato dalle atrocità della guerra greco-turca Delacroix decide infatti di documentarsi sugli avvenimenti e di dipingere in sostegno del popolo greco.
Si percepisce molto chiaramente questa atmosfera di sconfitta dallo sguardo spento e rassegnato dei greci, mentre un turco a cavallo trascina una donna completamente nuda legata.
[3] Libertà che guida il popolo → Delacroix ambienta il suo dipinto nel luglio 1830 con le Gloriose Giornate, quando i cittadini si ribellano contro l'autorità regia e alzano le barricate nelle strade di Parigi.
Il quadro rappresenta tutte le classi sociali unite in una lotta contro l’oppressore guidate da Marianne, una donna allegoria della libertà e rappresentante della Francia che sventola il tricolore.
Alla sua destra un ragazzino armato, che ha ispirato anche lo scrittore Victor Hugo per la figura di Gavroche ne Les Miserables.
La struttura piramidale ricorda ancora una volta la Zattera della Medusa di Gericault, con i cadaveri a terra a fare da base e alla punta la Marianne.
I colori sono vivi e la luce che illumina l’immagine è dorata e sublimata.

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