Video appunto: Raffaello – Le Stanze Vaticane
Verso la fine del 1508, Raffaello si trasferisce a Roma dove è stato chiamato dal papa Giulio II, forse su consiglio di Bramante. Giulio II stava facendo decorare quattro sale del Palazzo Vaticano ed essendo rimasto entusiasta delle opere di Raffaello, decise di licenziare gli altri pittore e di dare l’incarico a Raffaello.
Raffaello aveva venticinque anni, ma Giulio II aveva capito che egli era in grado, con le sue capacità artistiche, di trasformare un’ idea astratta in una visione concreta. Come sostiene il Vasari, la sua pittura gareggiava in efficacia con la parola scritta.
Le stanze da affrescare erano quattro, situate al piano superiore del palazzo di Niccolò III in Vaticano, nell’ala settentrionale che Niccolò V aveva fatto parzialmente ristrutturare. Secondo quanto scrive il Vasari questi ambienti erano già ricoperti da decorazioni quattrocentesche importanti, con alcune pareti affrescate da Piero della Francesca, , Andrea del Castagno, Luca Signorelli ed altri. Fino ad allora il papa abitava al piano inferiore in locali che il Pitturicchio aveva appositamente affrescato per Alessandro VI. Procedendo da ovest verso est troviamo: la Stanza dell’incendio, la Stanza della Segnatura, la Stanza di Eliodoro e la Stanza di Costantino. I temi sono di tipo dottrinale e politico e tutti gli affreschi sono accomunate dalla stessa sensibilità cromatica e da effetti di luce che in qualche caso anticipano i pittori del Seicento.
Gli affreschi più noti e a cui ha senz’altro lavorato Raffaello sono La disputa del Sacramento, La Scuola di Atene, Il Miracolo di Bolsena e La Liberazione di San Pietro.

Raffaello non ha dipinto personalmente tutti gli affreschi: la partecipazione dei collaboratori si fa più ampia con la Stanza dell’Incendio di Borgo e con quella di Costantino. Occorre però precisare che l’attività dei collaboratori non era limitata alla stesura di parti secondarie, come si usava da secoli e accettata da tutti i pittori. La scuola di Raffaello, pur essendo da lui coordinata, era molto autonoma e le opere prodotte erano solo “raffaellesche” solo nell’impostazione generale.
Il lavoro iniziò nel 1508 e fu completato, su disegno del maestro, dagli aiutanti nel 1524. Raffaello era morto quattro anni prima.