• Sposalizio della Vergine: come modello ha Perugino. Due gruppi di personaggi, tempio a pianta centrale nel fondo e prospettiva data dalla griglia della pavimentazione della piazza. Lascia vuoto lo spazio in primo piano secondo una curva. Il sacerdote è eretto, sbilanciato verso destra ed è perfettamente al centro del disegno. A sinistra le figure femminili sono tranquille e la destra maschile è più caotica. San Giuseppe viene in avanti e un giovane spezza un'asta con il ginocchio. Il tempo funge da sosta per l'occhio che va a guardare l'orizzonte. Le figure al porticato ci danno un'idea della prospettiva e questo non avviene nell'opera del Perugino, che sono sproporzionate. Il restauro ha riportato i colori originali come le vesti azzurre della Vergine e verdi e bianche delle donne e la pavimentazione bianca e rossa e il tempio ambrato.

•Trasfigurazione: una grande tavola incompiuta per la morte dell'artista e prelevata dal suo studio e portata sul letto di morte. Riunisce due racconti evangelici: sopra la trasfigurazione di Cristo e sotto la liberazione di un ragazzo indemoniato. La trasfigurazione è il mutamento di Cristo, che quando si mostra ai suoi discepoli Pietro Giacomo e Giovanni, splende di luce e ai suoi fianchi appaiono i profeti Mosè e Elia. E poi viene avvolto da una nuvola luminosa dalla quale proviene la voce di Dio che spaventa i discepoli facendoli cadere a terra. Si narra che poi Cristo scende dal monte e guarisce un fanciullo posseduto dal demonio. 

La forza del dipinto sta nella contrapposizione tra calma e maestosità in cima e tempestata, agitata e confusa la seconda e il modello per la luce e i personaggi è Leonardo. E anche Michelangelo per la torsione di alcuni busti.

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