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Pietro Perugino

Pietro Vannucci, detto il perugino (Castel della pieve, oggi città della pieve, 1448 circa-Fontignano, 1523)rappresenta una delle due anime entro le quali si sviluppa la cultura figurativa toscana alla fine del quattrocento.
Se Luca Signorelli volge la propria ricerca alla solidità delle forme e all'impatto espressivo, l'artista umbro si orienta verso uno stile dolce e pacato, intessuto di grazia malinconica e di delicati accordi luminosi, che troverà ampia diffusione non solo in Italia centrale ma anche al Nord, a Bologna, Ferrara, Venezia e Milano, acquisendo i caratteri di una "maniera". Non si hanno molte notizie certe riguardo alla giovinezza dell'artista; Vasari riferisce che si formò a Firenze e l'appellativo di perugino gli sarebbe derivato proprio dalla zona di provenienza.
Si sa comunque, 1472 si iscrive alla compagnia di San Luca nella città toscana, il che indica una sua emancipazione dal lavoro di apprendistato. Le sue prime opere, in effetti, testimoniano l'acquisizione di elementi stilistici verrocchieschi, ma già intorno alla metà del decennio (ad esempio nelle tavolette con i miracoli di San Bernardino (1473) l'artista delinea il proprio stile personale, filtrando il linearismo del Verrocchio con il linguaggio chiaro e monumentale di Piero della Francesca,ampiamente diffuso nell'alta valle del Tevere, in un tono complessivamente piano.In una tavola come l'adorazione dei Magi, realizzata intorno al 1475 e oggi conservata a Perugia, l'artista si mostra vicino allo stile di Botticelli, apprezzatissimo nella Firenze colta del tempo,con una pittura tersa dalla composizione equilibrata, con figure di studiata eleganza e colori impreziositi da una luce cristallina.

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