Video appunto: Buonarroti, Michelangelo - La cappella sistina (2)

La Cappella Sistina



Nel 1506 il papa cambiò idea e decise di commissionare all’artista la decorazione della volta della Cappella Sistina.
Le pareti della cappella erano state affrescate sotto Sisto IV tra il 1481 e il 1483, con Storie dell’Antico e del Nuovo Testamento a opera di Botticelli, Perugino, Ghirlandaio e Cosimo Rosselli.
La volta affrescata nello stesso periodo con un semplice cielo stellato, rifletteva un gusto ancora medievale. Il pontefice propose a Michelangelo di ridipingerla seguendo un programma iconografico basato sulle Storie della Genesi.
Lo spazio da dipingere era enorme: oltre 500 m3.
Dipinse tutto praticamente da solo e quasi a mano libera, passando interminabili sedute sdraiato sui ponteggi con la testa all’insù, che gli procurarono danni alla vista e dolori muscolari.
Nella volta della Cappella Sistina viene ribadito il legame diretto fra Antico e Nuovo Testamento, a sottolineare la continuità fra ebraismo e cristianesimo: le Storie della Genesi di Michelangelo sono prefigurazione delle Storie di Mosè e di Cristo dipinte sulle pareti alla fine del Quattrocento; la creazione troverà il suo atto conclusivo nell’incarnazione di Cristo. Trent’anni dopo lo stesso Michelangelo dipingerà sulla parete di fondo il Giudizio universale. Quest’ultimo venne dipinto tra il 1536 e il 1541.

Tutte le figure sono rappresentate in scorci illusionistici e in pose complesse. I corpi, grazie all’intenso chiaroscuro, appaiono fortemente tridimensionali, vere e proprie sculture dipinte, e sprigionano energia.
I primi episodi dipinti sono l’Ebbrezza e derisione di Noè, il Diluvio universale e il Sacrificio di Noè. Il Diluvio universale è una scena drammatica: l’acqua sta salendo vertiginosamente mentre sull’isolotto in primo piano la tempesta scuote l’albero e il manto dell’uomo che vi si è aggrappato.
Nel Peccato originale e cacciata dal paradiso terrestre Adamo ed Eva fuggono dal paradiso.
La Creazione di Adamo è la scena più celebre del ciclo ed è certamente una delle invenzioni più straordinarie della pittura di tutti i tempi. Dio Padre è raffigurato come un vecchio dalla barba bianca, vestito di una tunica rosa, che scende dal cielo su un manto violaceo gonfiato dal vento, sorretto da numerosi angeli. Egli tende il braccio destro per dare la vita al primo uomo. Le mani si allungano l’una verso l’altra, si sfiorano ma non si toccano, a evocare l’anelito costante dell’anima all’unione con Dio, non realizzabile ella vita terrena. Adamo sembra lentamente risvegliarsi da un sonno profondo e distendersi a sua volta per ricevere il flusso vitale. Nella Creazione di Adamo ritorna anche il tema dell’anima che anela a sciogliersi dai vincoli terreni.
I colori originari, anneriti dal tempo, dal fumo delle candele e dalle ridipinture, sono tornati alla luce grazie a un lungo e coraggioso intervento di pulitura, iniziato nel 1980 e ultimato nel 1989.

Il programma iconografico della volta



Nel corridoio centrale della volta sono raffigurati nove episodi che ripercorrono la storia del mondo e dell’umanità.
In ordine: Separazione della luce dalle tenebre, Creazione delle piante e degli astri, Separazione della terra dalle acque, Creazione di Adamo, Creazione di Eva, Peccato originale e cacciata dal paradiso terrestre, Sacrificio di Noè, Diluvio universale, Ebbrezza e derisione di Noè.
La serie degli Ignudi è posta a delimitare, a gruppi di quattro, gli spazi tra i riquadri minori delle Storie della Genesi.
Dodici veggenti affiancano le raffigurazioni principali. Le Sibille, figure del mondo classico, e i Profeti, personaggi dell’Antico Testamento, annunciano la venuta di Cristo rispettivamente nell’antichità pagana e nell’era cristiana.
Nei quattro pennacchi angolari sono narrati eventi miracolosi della storia del popolo ebraico: David e Golia, Giuditta e Olorfene (sopra l’ingresso), La punizione di Amàn, Il serpente di bronzo (sopra l’altare).
Nelle lunette e nelle sovrastanti vele, poste alla sommità delle pareti al di sotto della volta, sono raffigurate le quaranta generazioni degli Antenati di Cristo, fino ad Abramo.