Concetti Chiave
- La Cappella Sistina, fondata nel 1477, rappresenta l'apice dell'arte rinascimentale e funge da sede del conclave per l'elezione del Papa.
- Michelangelo, chiamato a lavorare sulla volta nel 1508, rivoluzionò la decorazione con un ciclo pittorico monumentale, integrando architettura e dinamismo.
- Il Giudizio Universale, realizzato in un contesto culturale mutato, riflette una crisi del mondo cristiano con rappresentazioni drammatiche e figure libere nello spazio.
- Le controversie suscitate dal Giudizio Universale, tra cui nudità e figure mitologiche, furono contrastate da Papa Paolo III, che difese l'opera di Michelangelo.
- Michelangelo trasse ispirazione non solo dalla Bibbia, ma anche dall'inferno di Dante e da modelli rinascimentali, rielaborandoli in un contesto unico.
Indice
- Origini e struttura della Cappella Sistina
- Decorazioni e affreschi iniziali
- Michelangelo e la volta della Sistina
- Iconografia e innovazioni artistiche
- Trionfo del corpo umano
- Influenze e modelli rinascimentali
- Creazione di Adamo e fama di Michelangelo
- Giudizio Universale e cambiamenti culturali
- Critiche e ispirazioni dantesche
Origini e struttura della Cappella Sistina
Fondata da Sisto IV della Rovere nel 1477 la Cappella Sistina accoglie un ciclo pittorico che rappresenta la parabola dell'arte rinascimentale centro italiana. Ancora oggi è sede del conclave, il consesso di cardinali che, alla morte del Papa, si riunisce per eleggerne il successore. È un monumentale edificio rettangolare lungo oltre 40 metri e alto 20 concluso da una volta a botte ribassata; le misure riproducono esattamente quelle che la Bibbia attribuisce al Tempio di Gerusalemme.
Decorazioni e affreschi iniziali
Il programma decorativo della Sistina era finalizzato a mostrare la compiuta realizzazione delle Scritture nell'istituzione del papato. Sulle pareti, scandite da paraste, alle Storie di Mosè erano contrapposte, in corrispondenza tematica, alcune Storie di Cristo.
Michelangelo e la volta della Sistina
Con il Cinquecento si ebbe la grande svolta ad opera di Giulio II che, nipote di Sisto IV, desiderava concludere degnamente la gigantesca opera intrapresa dallo zio. Egli decise di sostituire la semplice decorazione della volta, allora a stelle dorate e probabilmente ritenuta inadeguata dal pontefice, con un nuovo, monumentale ciclo pittorico; l'artista prescelto fu Michelangelo che nel 1508 accettò di tornare a Roma e, pur dichiarandosi poco esperto di pittura, iniziò ad affrescare quasi da solo l'enorme volta.
Iconografia e innovazioni artistiche
L’opera è poco documentata, non sappiamo chi abbia effettivamente progettato l'iconografia. Si è ipotizzato sia stato Egidio da Viterbo, dotto teologo e filosofo neoplatonico, che però avrebbe solo fornito il tema da rappresentare, poi elaborato da Michelangelo.
Le raffigurazione dovevano completare il ciclo strutturale con le storie della Genesi, il primo libro della Bibbia in cui si narrano la creazione, il peccato originale, il diluvio e le vicende dei patriarchi. Michelangelo, liberandosi di ogni legame con le consuetudini, concepì uno dei più grandiosi cicli di affreschi dell'arte occidentale. Creò una colossale intelaiatura architettonica popolata di figure monumentali e nudi virili. La partitura dipinta, come una struttura completa, dà l'idea di un'architettura elastica e dinamica.
L'impianto architettonico dipinto svolge una funzione coesiva delle parti raffigurate, suddividendole in tre registri sovrapposti. Il primo è costituito dai riquadri al centro, le Storie della Genesi dalla creazione all'ebrezza di Noè; il secondo registro è formato, nei pennacchi, dai Trionfi di Profeti e Sibille; il terzo da vele e lunette con gli antenati di Cristo ed eventi miracolosi. Il principio alla base di questo progetto iconografico è quello escatologico: le Storie della Genesi creano l’alfa del Nuovo Testamento. Sono strettamente collegate alle pareti: i profeti e le Sibille, infatti, avevano vaticinato la figura di Cristo; così Mosè è il precursore di Gesù. Il settore è quello della tipologia, che diventa lo strumento utilizzato dalla Chiesa per ribadire il concetto ecumenico della religione.
Michelangelo rifiuta la concezione prospettica rinascimentale dello spazio e non lascia che le figure stiano nel vuoto, ma le colloca in vero e proprio apparato illusionistico. Questa è la prima vera opera d’arte intesa non più come conflitto tra le discipline, ma come integrazione, capace di annullare le barriere.
Trionfo del corpo umano
Ma la Cappella Sistina è soprattutto il trionfo del corpo umano, del nudo, che rima della controriforma era perfettamente accettato: Giulio II infatti concordava con le scelte di Michelangelo. Le figure sono sempre ragionate in tre dimensioni, con pose scorciate e complesse. Quelle di Michelangelo non sono mai figure statiche, sono sempre in movimento, alla ricerca di un equilibrio precario. A questo proposito grandi punti di ispirazione sono la figura del Laocoonte, che è oggetto di una vera e propria infatuazione da arte di Michelangelo, che lo cita sempre in maniera traslata, e l’Apollo del Belvedere. Non ci sono paesaggi, perché l’uomo per il pittore neoplatonico deve essere protagonista assoluto.
Influenze e modelli rinascimentali
Bisogna anche dire che le scelte iconografiche della Cappella Sistina non sono totalmente uniche: mentre la realizza Michelangelo ha in mente modelli precisi, che riadatta a seconda delle proprie esigenze. Nel Rinascimento non esiste l’originalità assoluta. La scena del Peccato Originale, ad esempio, è un'esplicita ripresa di Masaccio nella Cappella Brancacci.
Creazione di Adamo e fama di Michelangelo
Interessante è anche la Creazione di Adamo, icona della cultura occidentale, in cui Dio trasmetta al corpo giacente dell’uomo una forza di vita che erompe da tutto il suo essere. Toccando l’indice di Adamo, Dio dà la vita ad una statua: questa è per Michelangelo un’ossessione, il pensiero che una scultura ossa rendere vita, l’idea di un essere inanimato che si anima. Si tratta, più in generale, anche di un tema molto caro al Rinascimento.
Giudizio Universale e cambiamenti culturali
Si potrebbe pensare che con la realizzazione della volta della Cappella Sistina Michelangelo abbia ottenuto una grande fama: in realtà il successore di Giulio II, Leone X, avrà una preferenza per Raffaello, mentre Michelangelo dovrà tornare su vecchi progetti, come la tomba di Giulio II. Molti anni dopo, Michelangelo verrà chiamato anche per la realizzazione del Giudizio Universale. Quando Michelangelo torna sui ponteggi della Sistina, il clima politico e culturale dell’Italia e dello Stato Pontificio era completamente mutato. Clemente VII aveva assistito alla definitiva rottura con il mondo protestante e aveva subito, impotente, l’onda del terribile Sacco di Roma. La grandiosa rappresentazione del Giudizio segnò un cambiamento radicale anche rispetto ai già rivoluzionari affreschi delle Storie della Genesi. Il tema era caduto in disuso e di sicuro non si poteva collegare ai principi del Rinascimento: testimonia la crisi del mondo cristiano. È un'opera diversissima dalla Volta, manca la struttura architettonica e le figure sono libere nello spazio, in preda ad un movimento vorticoso. Vi è una grande presa di distanza dagli schemi tradizionali: il Cristo non è apatico ma furioso e la ragione deve essere cercata nella storia, nella profonda lacerazione della Chiesa. Alla destra di Cristo sono rappresentati i beati che ascendono al cielo; quelli che sono ormai salvi si abbracciano, quasi confortandosi a vicenda per il loro scampato terrore. Sulla sinistra, invece, i dannati sono violentemente sospinti verso la bocca dell'Inferno.
Critiche e ispirazioni dantesche
Oltre la Bibbia, l'altra grande fonte di ispirazione per Michelangelo è l'inferno di Dante, come è evidente ad esempio dall'inserto di Minosse. Oggi siamo abituati a considerare il Giudizio Universale quale sommo capolavoro indiscusso. Al momento dello scoprimento, però, esso suscitò non poche critiche, e non solo per la nudità dei personaggi. La critica vedeva nell'opera una serie di trasgressioni della tradizione anche per l'inserto di figure mitologiche come Caronte e Minosse, l'iconografia del Cristo senza barba, degli angeli senza ali e dei santi raffigurati senza aureole. A causare ulteriori problemi era poi la mancanza di ordine e la scarsa chiarezza didascalica. Le critiche vennero smorzate da Papa Paolo III Farnese, che aveva caro Michelangelo. In realtà le polemiche e i confronti continueranno poi nei secoli, ma è anche grazie ad essi che l'opera gode tuttora di così grande fama.
Domande da interrogazione
- Qual è la funzione attuale della Cappella Sistina?
- Chi ha commissionato la decorazione della volta della Cappella Sistina e quale artista è stato scelto?
- Qual è il tema centrale dell'iconografia della Cappella Sistina?
- In che modo Michelangelo ha innovato la rappresentazione del corpo umano nella Cappella Sistina?
- Quali critiche ha ricevuto il Giudizio Universale di Michelangelo al momento della sua scoperta?
La Cappella Sistina è ancora oggi sede del conclave, dove i cardinali si riuniscono per eleggere il successore del Papa, come evidenziato nel testo.
La decorazione della volta fu commissionata da Giulio II a Michelangelo, che iniziò a lavorare nel 1508, nonostante si dichiarasse poco esperto di pittura.
Il tema centrale è escatologico, con le Storie della Genesi che creano l'alfa del Nuovo Testamento, collegando Mosè e Cristo, come descritto nel testo.
Michelangelo ha celebrato il corpo umano attraverso figure in movimento e pose complesse, rifiutando la staticità e creando un'architettura dinamica, come sottolineato nel testo.
Il Giudizio Universale suscitò critiche per la nudità dei personaggi e per l'uso di figure mitologiche, ma le polemiche furono attenuate da Papa Paolo III Farnese, come riportato nel testo.