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-Andrea Mantegna-

Andrea Mantegna è stato un pittore padovano, particolarmente legato all’arte classica.
Da Padova, dove era situata la sua bottega, si spostò in città come Roma, Firenze e Verona, città che egli rappresentò nelle sue pitture.

-Orazione nell’Orto-

L’Orazione nell’Orto è un dipinto a tempera su tavola, realizzato da Andrea Mantegna, raffigurante il passo evangelico in cui Gesù si trova nell’orto degli ulivi mentre prega Dio, prima che venga tradito da Giuda.
Nel dipinto Gesù è raffigurato inginocchiato e rivolto verso un angelo, che tiene in mano i simboli della passione (croce, colonna, lancia, spugna).
Le rocce, così come il resto dell’ambientazione, non sembrano particolarmente realistiche.
Gli Apostoli, posti al di sotto di Gesù, sembrano incastrati uno con l’altro, così come sembrano esserlo le rocce.

Seguendo l’andamento del fiume, in secondo piano si notano Giuda e dei soldati, che sono in cammino verso Gesù.
La cittadina posta sulla collina dietro i soldati dovrebbe rappresentare Gerusalemme, ma vi sono alcuni elementi di altre città, come l’Arena di Verona, il Campanile di S. Marco o una Colonna Istoriata di Roma.
Anche Giovanni Bellini realizzò un’opera come questa.

-San Sebastiano-

Il San Sebastiano è un dipinto a tempera su tavola di Andrea Mantegna, in cui è rappresentato il Santo è legato ad una colonna, che ha un capitello figurato (con cherubini) con abaco mistilineo, di un monumento in rovina.
A differenza del San Sebastiano di Antonello da Messina, questo è molto più espressivo, ha un corpo diverso (maggiore muscolatura, meno giovanile, ferite causare dalle frecce) ed è posto in un’ambientazione diversa.
Lo sguardo del Santo è rivolto verso l’alto e quindi verso Dio per chiedere aiuto.
Sebastiano poggia su una serie di rovine, quelle dell’arco, distrutto, presente alla sua destra; vi sono anche i resti di un’altra statua, come si nota dalla presenza di un piede con un sandalo ed un pezzo di tunica.
Vi è del fogliame vario tra le rovine e la colonna, cosa che indica il trascorrere del tempo (l’edera e simili col tempo si espandono).
In basso a destra sono raffigurati i due arcieri che hanno scoccato le frecce.
Dietro il Santo vi è uno sperone con degli Edifici Classici, sopra i quali vi è una Fortezza, sopra quest’ultima vi è una città mutata.

-Cristo Morto-

Il Cristo Morto è un dipinto a tempera su tela di Andrea Mantegna, in cui viene rappresentato il momento in cui il Cristo è posto su una lastra in pietra con un sudario, dopo che era stato deposto dalla croce.

Alla sinistra di Cristo vi sono la Madonna, San Giovanni e la Maddalena, non raffigurate in modo idealistico, nonostante siano delle figure divine.
La lastra su cui è posto Gesù è sul rossiccio con delle venature bianche; in alto a destra vi è un contenitore contenente l’unguento che veniva messo sui corpi dopo la morte.
L’opera ha un gran senso di profondità grazie alla Prospettiva, ma il corpo non è del tutto realistico: è rappresentato più grande del normale e quasi rialzato, però l’artista realizza il corpo in quel modo perché se no ci sarebbero stati i piedi in primo piano, così invece viene mostrato il torace e la testa, rialzata da un cuscino.

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