I Macchiaioli

Firenze, durante gli anni Quaranta dell'800', era un grandissimo centro culturale dove si incontravano intellettuali e artisti provenienti da tutta Europa. Il Caffè Michelangelo diventò il luogo di incontro degli artisti più interessati alle novità della pittura francese, accomunati dal rifiuto delle Accademie e dalla voglia di ripristinare il senso di realtà. Nasceva un nuovo modo di dipingere: a macchia, definendo le forme senza ricorrere necessariamente ai contorni ben definiti, bensì attraverso i contrasti di luce e di colore. In natura, infatti, non esistono i contorni netti, i nostri occhi non li percepiscono, ma ciò che vedono sono semplicemente macchie di colore. Per questo motivo questi artisti vennero etichettati in modo dispregiativo Macchiaioli, termine che permetteva loro anche di distinguersi dalla massa. L'intento era quello di dipingere la realtà e ciò comportò anche un cambiamento nella scelta dei temi: non più soggetti di carattere storico, mitologico o religioso, ma scene di vita quotidiana, che potevano essere osservate dagli occhi di chiunque. I soggetti prediletti erano: paesaggi semplici o di campagna, soldati, uomini affaticati mentre svolgono il loro lavoro in campagna, ecc.

Giovanni Fattori fu sicuramente uno dei maggiori esponenti del movimento, com'è possibile constatare nelle sue opere "La Rotonda di Palmieri" o "In Vedetta".

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