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Iacopo della Quercia e Nanni di Banco


Nei primi tre decenni del Quattrocento, a Firenze, il rivoluzionario percorso artistico di Donatello suscitò differenti reazioni: da una parte generò uno stile naturalistico, ricco di virtuosismi e attento al dato reale, come in Iacopo della Quercia; dall’altra diede vita a un classicismo di stretta imitazione dei modelli antichi, come in Luca della Robbia e Nanni di Banco. Tutti questi artisti, sull’esempio di Ghiberti, mitigarono gli “estremismi" di Donatello e, fondendo un linguaggio sobriamente classico con un moderato gusto ornamentale di derivazione gotica, permisero la diffusione dei motivi rinascimentali.

Monumento funerario di llaria del Carretto


Iacopo della Quercia (1371 circa-1438) è senz’altro lo scultore non fiorentino più importante della prima metà del Quattrocento. Senese, si formò in ambito tardogotico, ma si dimostrò interessato anche al nuovo classicismo diffusosi a Firenze. Ne è testimonianza il Monumento funerario di llaria del Carretto(1406-07), commissionato dal signore di Lucca Paolo Guinigi in memoria della giovanissima moglie. Il motivo della defunta sdraiata è tratto dai monumenti tardogotici, mentre il sarcofago è di chiara matrice classica, con la successione di putti che reggono festoni. L'artista ha scolpito la figura di llaria con commovente delicatezza e grande naturalismo: la giovane, elegantemente vestita, ha le mani intrecciate sul grembo e pare addormentata, mentre i tratti del viso sono distesi e quasi sorridenti; la delicata lavorazione del marmo sottolinea la morbidezza delle pieghe della stoffa, l’affossamento causato dal peso della testa sul doppio cuscino, la vivacità del cagnolino ai piedi della defunta, simbolo di fedeltà coniugale. La composizione è sobria e ispirata ai valori dell’Umanesimo, di cui questo monumento è stato spesso considerato il primo esempio scultoreo.

Quattro santi coronati


II fiorentino Nanni di Banco (1380 circa-1421) si formò presso il cantiere di Santa Maria del Fiore. Nei primi anni del Quattrocento entrò in società con Donatello, di cui condivise gli ideali e le sperimentazioni, ma dal quale si distinse per un più marcato classicismo e una maggiore solennità. Il suo capolavoro è il gruppo scultoreo con i Quattro santi coronati, eseguito tra il 1412 e il 1416 per un tabernacolo esterno di Orsanmichele. Secondo un’impostazione innovativa, i quattro martiri sono disposti a semicerchio entro la nicchia: la posizione costringe le figure a un diverso rapporto con la luce - le statue esterne sono più illuminate, più in ombra quelle interne, sottolineando la loro collocazione nello spazio. I santi appaiono come quattro togati romani, monumentali e solenni come statue antiche.
I volti, austeri e nobili, si ispirano ai busti degli imperatori romani, mentre i corpi mostrano grande dimestichezza con l’anatomia, con i loro panneggi morbidi e naturali.
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