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Gentileschi, Artemisia - Giuditta e Oloferne scaricato 17 volte

Giuditta e Oloferne

Nell'episodio narrato dall'antico Testamento, l'ebrea Giuditta, intenzionata a salvare la propria città, Betulia, stretta in assedio dagli assiri, si recò al campo nemico insieme a un'ancella e riuscì ad uccidere il generale Oloferne. Il capo del nemico, reciso, venne poi esposto sulle mura cittadine. Nel suo Giuditta e Oloferne (1620), Artemisia Gentileschi portò alle estreme conseguenze la ricerca, volta ad esprimere drammaticamente i moti dell'animo. Per enfatizzare la drammaticità del momento, Artemisia si è discostata dall'opera di Caravaggio - che aveva seguito l'iconografia piu diffusa - avvicinando le figure della fantesca e di Giuditta e cogliendole impegnate in uno sforzo comune per decapitare Oloferne. Dal punto di vista strutturale, la composizione si risolve in uno schema a raggiera che ha come centro la testa sanguinante del generale assiro e come raggi il sangue che sprizza dalla testa mozzata dell'uomo e le direttrici individuate dalle braccia delle due donne. Pur avendo ereditato dal padre Orazio il gusto per la resa materica della preziosità delle stoffe e l'attenzione ai rapporti cromatici, nelle proprie tele Artemisia si avvicinò maggiormente al naturalismo di Caravaggio, riproponendo le atmosfere cupe che ne caratterizzano i dipinti, sia attraverso un serrato gioco di luci e ombre, sia cercando di tradurre le reazioni psicologiche dei personaggi nella loro più cruda violenza.

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