Concetti Chiave
- Giovanni Fattori, nato a Livorno nel 1825, è considerato il più importante pittore dell'Ottocento italiano e aderì alla corrente dei Macchiaioli, cercando di rappresentare la realtà autentica.
- Le sue opere più significative includono "Soldati francesi del '59", dove utilizza macchie di colore in fasce per raffigurare soldati in un contesto di guerra, distaccandosi dal tradizionale chiaroscuro.
- In "Rotonda di Palmieri", Fattori rappresenta un stabilimento balneare con signore che godono dell'aria di mare, continuando a usare la tecnica delle fasce di colore orizzontali.
- "In vedetta", nota anche come "Il muro bianco", presenta soldati e cavalli su uno sfondo chiaro, enfatizzando il dinamismo attraverso un accorto gioco di macchie di colore.
- Fattori si distingue per la rappresentazione di soldati e lavoro, evidenziando la sofferenza condivisa tra uomini e animali nelle sue opere.
Giovanni Fattori e i Macchiaioli
Giovanni Fattori può essere ricordato come il più importante pittore dell’Ottocento italiano. Nasce a Livorno nel 1825 ed esordisce in linea con la tradizione romantica ed accademica. Successivamente frequenta il caffè Michelangelo, luogo di ritrovo dei Macchiaioli, ed aderisce quasi naturalmente a tale corrente, avendo la precisa volontà di indagare la realtà seguendo il vero. Muore nel 1908. I due soggetti maggiormente rappresentati dal Fattori sono i soldati (che nulla mantengono dell’eroismo di quelli di David) ed il lavoro (sia degli uomini che degli animali, uniti dal comune destino di sofferenza).
Opere principali di Fattori
Un’opera molto importante è “Soldati francesi del ‘59” (1859), anno in cui l’artista poté personalmente osservare le truppe di Napoleone. Si tratta di un olio su tavola di piccole dimensioni (15,5 x 32 cm) dove sono posti otto soldati ed un ufficiale, tutti sinteticamente accennati; al tradizionale chiaroscuro l’autore sostituisce le macchie di colore organizzate in fasce e sviluppate in larghezza. Dal basso si nota una fascia ocra (il terreno), una grigia (il muro), una azzurra (un colore un po’ spento che fa intuire il cielo).
La rotonda di Palmieri
Sempre piccole dimensioni (12 x 35 cm) ed uno sviluppo in orizzontale si notano nella “Rotonda di Palmieri” (1866), che è una sorta di stabilimento balneare dove alcune ricche signore stanno godendo dei benefici della salubre aria di mare. Altra affinità con l’altro olio su tavola è la divisione in fasce orizzontali: dal basso c’è in sequenza l’ocra (il basamento in ombra della rotonda), il giallo (la parte esposta al sole della rotonda), l’azzurro (il mare), il rosso scuro (le rocce), il grigio-azzurro (il cielo) e l’arancione (la tenda che le ripara dal sole).
In vedetta e il muro bianco
Sempre di Fattori è “In vedetta” (1872), ben nota anche come “Il muro bianco”, dove la prospettiva è data proprio da questo muro sulla destra. I soldati e i cavalli si stagliano nitidamente sullo sfondo chiaro ed è significativo l’elemento dinamico (i due soldati lontani equilibrano quello in primo piano); infine c’è un arguto gioco di macchie che comunica bene l’idea dell’afa della giornata estiva.
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo di Giovanni Fattori alla corrente dei Macchiaioli?
- Quali sono le caratteristiche distintive delle opere di Fattori?
- Che significato ha l'opera “In vedetta” di Fattori?
Giovanni Fattori, considerato il più importante pittore dell’Ottocento italiano, si unì ai Macchiaioli per indagare la realtà attraverso il vero, allontanandosi dalla tradizione romantica e accademica, come evidenziato nel suo approccio ai soggetti di soldati e lavoro.
Le opere di Fattori, come “Soldati francesi del ‘59” e “Rotonda di Palmieri”, si contraddistinguono per l'uso di macchie di colore organizzate in fasce orizzontali, sostituendo il tradizionale chiaroscuro e creando una nuova dimensione visiva.
“In vedetta”, nota anche come “Il muro bianco”, utilizza la prospettiva del muro per evidenziare la dinamica tra soldati e cavalli, comunicando l'afa di una giornata estiva attraverso un gioco di macchie, come descritto nel testo.