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Giorgione - Madonna in trono (Pala di Castelfranco)


Il punto di vista è molto alto per proiettare lo sguardo dell’osservatore sul paesaggio; le figure sono inserite in una piramide, elemento ricavato dal maestro Bellini e simbolo decisamente rinascimentale, connesso con l'idea di trascendente.
Le ombre di San Nicasio e San Francesco indicano che la luce viene proiettata direttamente dal paesaggio e si interseca tra i due piani (primo e sfondo) per non creare elementi di dominio, poiché un’ombra pesante e forte appesantirebbe anche la figura stessa. Il linguaggio dell’arte che fonda tutto sulla luce di Giorgione è importante perché si trova sia nella corrente Barocca sia nel teatro e nel cinema.
La figura umana è centrale ma le quattro figure sacre si rapportano con la natura, per non trascurarla, attraverso il colore: questo è un aspetto veramente caratteristico di Giorgione, che lo renderà fonte d'ispirazione anche per gli artisti successivi. Infatti utilizza l’espediente di colorare la veste della Madonna di verde come il tappeto, in modo da far entrare la figura nella natura e collegare le due, e il drappeggio sotto di rosso come la quinta orizzontale, che l’occhio è portato a oltrepassare per guardare la natura.
E’ una scelta oculata, dato che se avesse voluto mettere in risalto Maria avrebbe usato un altro colore contrastante, e in più non avrebbe umanizzato i lineamenti.
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