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I fratelli del Pollaiolo

Le botteghe dei fratelli Antonio e Piero del Pollaiolo, assieme a quella di Andrea del Verrocchio, rappresentano i centri più qualificati di produzione artistica di Firenze a partire dalla metà degli anni Sessanta del Quattrocento.
A capo di due distinte botteghe, i Pollaiolo sono grandi sperimentatori di tecniche e linguaggi, ponendosi al centro della scena artistica fiorentina.
Progettano e realizzano opere di pittura e di scultura, di grandi dimensioni o da collezione, incisioni, smalti e terrecotte, decorazioni per paramenti e tessuti, ricami, Antonio fu un abilissimo fonditore del bronzo, anche pittore e incisore, eccellendo nel disegno, dove riusciva a esaltare il linearismo e la mobilità delle forme. Il più giovane, Piero del Pollaiolo invece, è ricordato dalle fonti soltanto come pittore.
Antonio condivideva col fratello l’interesse per la figura umana, studiata con attenzione per l’anatomia e per la resa del movimento. Il linearismo di Antonio del Pollaiolo, se si inserisce nella tradizione del disegno fiorentino, ha rappresentato una svolta per il suo carattere di vitalismo dinamico e rappresenterà uno dei temi portanti dell’arte del primo Cinquecento, attraverso la mediazione fondamentale degli studi di Leonardo da Vinci.

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