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Concetti Chiave

  • Piero della Francesca, nato a Borgo San Sepolcro intorno al 1413-1420, è un importante pittore rinascimentale che ha studiato a Firenze.
  • Nel "Battesimo di Cristo", l'opera giovanile, la composizione rigorosa e l'uso della luce creano un ambiente ideale e armonico.
  • La "Flagellazione di Cristo" presenta una prospettiva scientifica, con una suddivisione temporale che mostra il dialogo tra passato e presente.
  • La "Madonna e santi con Federico da Montefeltro" evidenzia la simmetria e l'armonia, con la Vergine al centro e un'atmosfera di distacco mistico.
  • Il "Ritratto di Federico da Montefeltro" enfatizza il potere del duca attraverso la sua posa di profilo e il paesaggio evocativo sullo sfondo.

Indice

  1. Qual è la vita e formazione di Piero?
  2. Battesimo di Cristo
  3. Sigismondo Pandolfo Malatesta
  4. Flagellazione di Cristo
  5. Madonna di Senigallia
  6. La leggenda della Vera Croce
  7. De prospectiva pingendi
  8. Madonna e santi con Federico
  9. Ritratto di Federico da Montefeltro

Qual è la vita e formazione di Piero?

Piero della Francesca nasce a Borgo San Sepolcro, Arezzo nel 1413-1420 circa (prima metà del XV secolo) e muore nel 1492 (fine XV secolo) sempre a Borgo San Sepolcro. Nel corso della sua vita studiò in una bottega di Firenze.

Battesimo di Cristo: 1445 circa (metà del XV secolo), tempera su tela, 167x116 cm, Londra, National Gallery.

Battesimo di Cristo

È un’opera giovanile, il dipinto sottintende una struttura con dei canoni rigidi, la parte inferiore è racchiusa in un quadrato, la parte superiore in un cerchio e poi si ritrova al centro del dipinto un triangolo isoscele con la sommità della testa di Cristo come vertice, a sinistra nel piede di san Giovanni l’angolo e la parte destra è speculare a quella sinistra. Sono presenti 2 linee di forza parallele al corpo di Cristo: l’albero e San Giovanni. Il punto di intersezione, il centro, il corpo centrale, l’asse centrale dell’opera è Cristo. Tutti questi aspetti danno una distribuzione armonica.

L’uso della luce crea un ambiente surreale che cerca di dare una rappresentazione ideale e anche nei corpi cerca una bellezza ideale, come nella cultura classica, la luce mette in evidenza tutti i particolari sia quelli in primo piano sia quelli dietro.

Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a san Sigismondo: 1451 (metà del XV secolo), affresco, 257x345 cm, Rimini, Tempio Malatestiano.

Sigismondo Pandolfo Malatesta

È un’opera giovanile. È un affresco del Tempio Malatestiano di Rimini, il progetto di completamento della Chiesa francescana era di Leon Battista Alberti.

La costruzione è rigorosa, gli elementi architettonici, ad esempio il medaglione tra la cornice a destra e il primo pilastro è un elemento circolare, richiamano l’architettura classica e tutto questo è fatto in modo simmetrico per mettere al centro il soggetto, Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Flagellazione, opera di Piero della Francesca: 1450-1470 circa (metà e seconda metà del XV secolo), olio e tempera su tavola, 58x81 cm, Urbino, Galleria Nazionale delle Marche.

Flagellazione di Cristo

Quest’opera è stata realizzata 10-15 anni dopo il Battesimo di Cristo, su commissione del Duca di Montefeltro, ed è forse dedicato al nipote del Duca di Montefeltro. Il dipinto è stato realizzato con una prospettiva scientifica/centrale, Piero della Francesca suddivide la scena in due parti dalla colonna di ordine corinzio posta nel mezzo, però le 2 scene non sono uguali/simmetriche, sono ambientate in due tempi diversi, quella della flagellazione nel passato e quella dove il nipote del Duca di Montefeltro, il giovane con la tunica arancione e i capelli biondi, conversa con altri uomini nel presente, questa suddivisione è data dalla sezione aurea, ovvero il rapporto proporzionale perfetto che regola l’armonia e da un equilibrio perfetto al dipinto. Lo spazio è prospettico, ritroviamo degli elementi classici, la pavimentazione è suddivisa in riquadri regolari, il punto di fuga è nella scena della flagellazione, tra il braccio e la testa del flagellatore con la tunica verde, il soffitto è a cassettoni, l’architettura nella scena della flagellazione è antica, mentre quella dove le persone conversano è moderna.

Madonna di Senigallia: 1475-1485 circa (seconda metà del XV secolo), olio e tempera su tavola, 61x53 cm, Urbino, Galleria Nazionale delle Marche.

Madonna di Senigallia

La costruzione dei personaggi è armonica, la Madonna è al centro, presenta un panneggio volumico. I volti sono inscritti in un ovale stilizzato, c’è una descrizione analitica dei particolari che è riconducibile a una virtù descrittiva: la collana di Gesù e il copricapo della vergine, quest’ultimo è realistico, in quanto presenta delle venature di colore. La fonte luminosa proviene dalla finestra posta a sinistra, è una luce diffusa, ma un’altra fonte luminosa è collocata davanti ai personaggi, ed essi sono tridimensionali.

La leggenda della Vera Croce: 1452-1459 circa (metà del XV secolo), ciclo di affreschi, Arezzo, Chiesa di San Francesco, coro.

La leggenda della Vera Croce

Il sogno di Costantino: È un’opera della maturità. L’affresco rappresenta la tenda di Costantino, Piero della Francesca realizza questo affresco con rigore assoluto, le figure sono geometriche e solide, ad esempio la parte inferiore della tenda è un cono e la parte superiore un triangolo, e da questo si può capire che ci sia stato uno studio della scenografia. L’affresco rappresenta una scena notturna, dove la fonte luminosa è l’angelo in alto a sinistra e c’è soprattutto un uso particolare della luce che mette in evidenza i personaggi: il soldato a destra presenta una luce frontale, mentre quello di spalle a sinistra è in ombra, quindi questi due personaggi sono in contrapposizione, invece il soldato seduto a sinistra è in luce. I personaggi sono dipinti in modo sintetico e idealizzato.

De prospectiva pingendi: pagina con proiezione della testa umana. Parma, Biblioteca Palatina, 1576 (seconda metà del XVI secolo).

De prospectiva pingendi

Proporzioni della faccia umana, scomposizione in 3 piani di un oggetto tridimensionale. Piero della Francesca elabora le ricerche fatte dagli altri artisti e scrive trattari sulla prospettiva, quindi può essere considerato un intellettuale.

Madonna e santi con Federico da Montefeltro in preghiera (Sacra conversazione): 1472-1474 (seconda metà del XV secolo), tempera su tavola, 251x172 cm, Milano, Pinacoteca di Brera.

Madonna e santi con Federico

Il dipinto rappresenta la Madonna in trono con il Bambino attorniata da sei santi e quattro angeli, posti alle spalle della Vergine all’interno di una chiesa. Il duca Federico II da Montefeltro commissionò l’opera con una funzione votiva: intendeva ringraziare Dio per la nascita del figlio Guidobaldo (la moglie Battista Sforza era morta dandolo alla luce).

I personaggi rappresentati esprimono un senso di freddezza e distacco mistico; anche la Vergine in preghiera pare indifferente nei confronti del figlio addormentato.

Il personaggio più evidente all’interno della scena è la Vergine, perché è posta al centro del dipinto, con un abito scuro che contrasta con i colori circostanti.

L’intera composizione è basata sul criterio della simmetria e sull’asse verticale sono posti tutti i soggetti principali del dipinto: la Vergine, il bambino e l’uovo di struzzo appeso al soffitto. L’unico personaggio che non ha alcun corrispondente simmetrico è Federico da Montefeltro, il committente dell’opera, che è rappresentato in preghiera e visto di profilo.

La composizione risulta ordinata grazie ai piani che si succedono in uno spazio molto profondo, in una architettura prospettica dove le linee della volta a cassettoni convergono verso il punto di fuga che è il volto della Vergine, allo scopo di rendere il soggetto ancor più evidente. Questa prospettiva centrale ha permesso a Piero della Francesca di creare ordine nella composizione e di conferire armonia e solennità alla scena.

La fonte luminosa proviene da sinistra, ma un’altra fonte luminosa è posta davanti ai personaggi, essa, che genera le ombre dando tridimensionalità ai corpi, è fredda.

L’uovo, presente anche nello stemma di famiglia dei Montefeltro, è infatti simbolo sia della nascita del figlio del duca, sia della nascita di Gesù da Maria per opera dello Spirito Santo, mentre la collana di corallo rosso del Bambino rappresenta la morte di Cristo. La Madonna e il Bambino rappresenterebbero quindi anche la moglie ormai defunta di Federico da Montefeltro e il figlio del duca. Inoltre l’assenza della moglie del committente è compensata dalla presenza sulla sinistra di san Giovanni Battista, che rimanda chiaramente al nome della donna.

Il Duca da Montefeltro è in armatura che rimanda ad alcune sue vittorie.

Federico da Montefeltro: 1465-1472 (metà e seconda metà del XV secolo), tempera su tavola, 47x33 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi.

Ritratto di Federico da Montefeltro

Piero della Francesca ha eseguito per il duca di Montefeltro anche questo ritratto, in cui il potere di Federico è sottolineato dalla posa impettita e rigorosamente di profilo (che indica il ruolo ufficiale) e dal paesaggio alle sue spalle (che allude ai suoi domini).

Tra le altre sue opere si ricordano la Pala di Brera e il Battesimo di Cristo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la formazione e la vita di Piero della Francesca?
  2. Piero della Francesca nasce a Borgo San Sepolcro, Arezzo, tra il 1413 e il 1420, e muore nel 1492. Durante la sua vita, studiò in una bottega di Firenze.

  3. Quali sono le caratteristiche principali del "Battesimo di Cristo"?
  4. Realizzato intorno al 1445, il "Battesimo di Cristo" presenta una struttura armonica con canoni rigidi, evidenziando Cristo al centro dell'opera attraverso l'uso della luce e della geometria.

  5. Come si distingue l'opera "Flagellazione di Cristo"?
  6. Completata tra il 1450 e il 1470, "Flagellazione di Cristo" utilizza una prospettiva scientifica e divide la scena in due parti, rappresentando eventi in tempi diversi, con un equilibrio perfetto dato dalla sezione aurea.

  7. Qual è il significato della "Madonna e santi con Federico da Montefeltro"?
  8. Questo dipinto, realizzato tra il 1472 e il 1474, ha una funzione votiva e rappresenta la Madonna con il Bambino circondata da santi, esprimendo un senso di freddezza mistica e simmetria nella composizione.

  9. In che modo Piero della Francesca ha contribuito alla prospettiva artistica?
  10. Con "De prospectiva pingendi", Piero elabora ricerche sulla prospettiva, scomponendo oggetti tridimensionali e contribuendo significativamente alla teoria artistica del suo tempo.

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