Disegno
Il disegno di Delacroix non è preciso, non è pulito, è veloce, fatto di getto. Lui disegna per ricordarsi le cose, non per fare capolavori su carta. Nel taccuino del viaggio in Marocco ci sono schizzi un po’ ovunque, con penna, a volte acquerello. Segna due linee per un muro, tre per una porta, poi un po’ di colore per dire “qui c’è luce”, “qui c’è ombra”. Le figure sembrano buttate lì, ma funzionano, danno l’idea del posto e dell’atmosfera.La barca di dante
La barca di Dante è un quadro del 1822, sta al Louvre, e prende spunto dalla Divina Commedia. Si vede questa barca tutta storta sul fiume Stige, che sembra sul punto di ribaltarsi. C’è Flegiàs che guida come un matto, Dante che ha paura e Virgilio che invece è tranquillo, perché rappresenta la ragione, come si dice sempre. Intorno ci sono i dannati che si agitano, tutti muscoli e rabbia. È un quadro molto movimentato, scuro, drammatico, insomma tipico Romanticismo.
La libertà che guida il popolo
Questo è il quadro della rivoluzione, quello con la donna con la bandiera. È del 1830 e racconta la Rivoluzione di luglio. La Libertà non è una persona vera, è un simbolo, e guida il popolo sopra le barricate. Attorno ci sono un po’ tutti: borghesi, operai, ragazzi giovani. In basso ci sono i morti, perché la libertà non arriva gratis, diciamo così. Tutto è molto caotico, pieno di movimento e colori forti.Le donne di algeri
Qui invece Delacroix cambia completamente tono. Niente battaglie, niente drammi. Ci sono queste donne sedute in casa, ferme, quasi annoiate. L’ambiente è pieno di tappeti, stoffe, colori caldi. Non succede nulla, ma è proprio questo il senso: mostrare un interno orientale, visto come qualcosa di esotico e misterioso.