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Eugène Delacroix - La Grecia morente a Missolungi


Con il romanticismo, agli ideali di universalismo e cosmopolitismo diffusi dalla cultura illuminista si contrappose l'esaltazione della singolarità della storia e delle radici culturali di ciascun popolo. Si iniziò perciò a rivendicare l'idea di Nazione intesa come comunità di persone unite dalla storia, dalle tradizioni, dalla religione e dalla lingua. Ciò avvenne soprattutto durante il dominio napoleonico che aveva fatto dell'Europa un unico Impero e nell'epoca della Restaurazione; al Congresso di Vienna, in nome di un presunto equilibrio delle diversità culturali degli Stati minori, si era, infatti, deciso di riportare l'Europa all'assetto politico e territoriale antecedente la Rivoluzione francese, accorpando Paesi profondamente diversi tra loro. Il sentimento nazionale provocò allora lo scoppio di numerosi moti indipendentisti. Fra tanti insuccessi, la guerra d'indipendenza greca vide protagonisti i greci che sconfissero le truppe dell'Impero ottomano. La lotta dei greci per la libertà suscitò l'interesse di molti intellettuali europei e diversi pittori ne rappresentarono i momenti più eroici. In "La Grecia morente a Missolungi" Delacroix raffigurò allegoricamente la Grecia al centro del dipinto, inginocchiata sulle rovine della fortezza di Missolungi, fatta esplodere dai suoi stessi abitanti pur di non arrendersi all'esercito turco.

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