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La libertà che guida il popolo


Nel periodo storico compreso tra gli anni del 1820 e del 1850, in tutta Europa si diffuse un movimento culturale detto Romanticismo.
Esso veniva definito così, perché venivano esaltate le emozioni e tutti i sentimenti dell’animo umano, attraverso le opere artistiche di ogni genere.
Uno dei maggiori pittori, che visse in questo periodo, fu Eugène Delacroix, autore del famoso dipinto 28 luglio 1830, poi successivamente intitolato La Libertà che guida il popolo. In Francia, durante il periodo romantico, salì al trono Carlo X, il quale per fermare le pericolose insurrezioni popolari, fece scendere in campo il suo esercito, che prontamente sventò la rivolta.
Delacroix volle ricordare le tre giornate di rivolta, chiamate le Tre Gloriose, nel suo dipinto, conservato tutt’ora nel Museo del Louvre a Parigi.
Nel dipinto l’autore inserisce tutte le classi sociali: in primo piano sono presenti cadaveri spogliati dei loro vestiti e altri che indossano giacche da soldati francesi; un borghese che sembra essere l’autoritratto del pittore; il proletariato e un bambino che impugna due pistole, quest’ultimo probabilmente ispirò lo scrittore Victor Hugo per il personaggio di Gravonche nel romanzo I Miserabili.
Il soggetto principale è la donna, usata come un’allegoria per simboleggiare la libertà, che ha nelle mani un fucile e la bandiera tricolore francese, indossa un vestito stracciato all’altezza del busto, di colore giallo cadmio e un berretto frigio.
Il bianco, il rosso e il blu della bandiera vengono ripresi anche in altre figure per rafforzare il significato di unica patria. La donna essendo semivestita, fu oggetto di molte critiche, le quali descrivevano il dipinto come un’opera ignobile e brutta, anche a causa del suo eccessivo realismo.
Sullo sfondo si intravedono le torri gemelle della cattedrale di Notre-Dame avvolte da un’intensa foschia. La composizione si svolge secondo uno schema piramidale che ha come base i cadaveri a terra e i due lati che seguono l’andamento del fucile sulla sinistra e l’andamento delle braccia del bambino sulla destra; il vertice più alto è il pugno della donna che mantiene la bandiera tricolore.
Analizzando la tela, si possono distinguere facilmente tre cuciture orizzontali e sottoposta ai raggi di un laser si vede che il ritratto è stato modificato numerose volte. La tecnica su cui Delacroix ha giocato maggiormente, è stata il contrasto chiaroscurale, cioè l’uso di colori complementari posti l’uno accanto all’altro.
Osservando il dipinto la sensazione suscitata è il senso di ammirazione verso l’artista che con la sua bravura ha saputo combinare i colori sulla tela in modo tale da far trasmettere il sentimento di libertà del popolo francese disposto a combattere e a morire per la patria.
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