Concetti Chiave
- Leonardo torna a Firenze nel 1500, realizzando la Gioconda, un ritratto commissionato da Francesco del Giocondo, che decide di tenere per sé e portare in Francia.
- Il legame di Leonardo con la Gioconda ha alimentato leggende, e Freud ha proposto una lettura psicoanalitica, suggerendo che rappresenti un subconscio legame con la madre.
- La Gioconda si distingue per la sua innovativa rappresentazione della natura, con la figura immersa in un paesaggio autunnale, abbandonando l'ambiente chiuso tipico dei ritratti dell'epoca.
- Leonardo utilizza la prospettiva aerea e lo sfumato, creando profondità e realismo, elementi distintivi della sua pittura, visibili anche nei dettagli del dipinto.
- Il ritratto rompe con le tradizioni, mostrando Mona Lisa in un atteggiamento dinamico a ¾, enfatizzando il rapporto tra uomo e natura piuttosto che gli oggetti di status.
Il ritorno a Firenze
Dopo il periodo milanese, Leonardo ritorna a Firenze, proprio negli anni più importanti per la città nel 1500, in quanto vi è anche la rapida ascesa del giovane Michelangelo e realizza quello che potremmo definire il suo testamento spirituale: la Gioconda. Il ritratto, oggetto di leggende metropolitane, è stato commissionato da Francesco del Giocondo, un ricco fiorentino, che aveva voluto che fosse rappresentata sua moglie, ma Leonardo, subito dopo aver ultimato il ritratto, decise di tenerlo con sé, rinunciando al pagamento e lo portò in Francia, dove era stato chiamato alla corte di Francesco I, e lo tenne sempre nella stanza in cui passava più tempo. Il dipinto ritrae una donna che non aveva nulla che fare con la sua esperienza personale; il re di Francia gli chiede insistentemente di vendergli il dipinto, ma inizialmente Leonardo rifiuta e soltanto in seguito decide di sottoscrivere un contratto di vendita perduto, con il quale si definisce che il dipinto lo terrà Leonardo fino alla sua morte e poi entrerà a far parte della collezione del re francese.
La Gioconda e le leggende
Il fatto che Leonardo abbia deciso di tenere la Gioconda sino alla sua morte gelosamente ha alimentato diverse leggende soprattutto su chi fosse stato rappresentato in realtà da Leonardo: le uniche certezze che si hanno a tal proposito è che la donna rappresentata è Mona Lisa del Giocondo. Il problema dell’attaccamento di Leonardo a tale dipinto è stato anche oggetto degli studi del padre della psicoanalisi, Freud, che ha attuato sull’opera una lettura psicoanalitica in cui, mettendo a fuoco gli anni della giovinezza di Leonardo e le sue esperienze formulò la sua ipotesi.
Freud e l'analisi psicoanalitica
Freud ha osservato che Leonardo ebbe un’adolescenza difficile dal punto di vista umano, in quanto era figlio di una schiava che lo aveva concepito come figlio illegittimo di un notaio ed aveva comunque vissuto nei primi anni nell’agio, poiché il padre lo aveva accolto in casa: aveva però perso l’affetto che solo una madre può dare ai suoi figli. Nel fare il ritratto, aggiunge Freud, egli ha riconosciuto delle esperienze, dei gesti, ma anche la fisionomia che inconsciamente gli avevano fatto tornare in mente la madre e proprio perciò aveva deciso di tenere il dipinto con sé, come se avesse ogni volta davanti ai suoi occhi l’immagine della madre che non aveva mai avuto.
La prospettiva leonardesca
E' possibile quindi definire la Gioconda il manifesto della grande personalità pittorica di Leonardo, anche per il fatto che anche qui si riscontrano tutte le novità della sua pittura. Nel dipinto si può, infatti, riconoscere alla spalle della Gioconda la tipica prospettiva aerea leonardesca: troviamo infatti rappresentato un paesaggio autunnale, le rocce sfocate che a mano a mano diventano sempre più nitide, ma non raggiungeranno mai la definizione perfetta dei contorni in quanto entra in gioco la seconda fonte luminosa che contribuisce alla creazione dello sfumato, visibile nella Gioconda anche nei capelli della donna rappresentata.
Innovazioni nel ritratto
Particolare è il fatto che il ritratto di una nobildonna veniva solitamente realizzato in un ambiente chiuso, anche una stanza, per mostrare la ricchezza della stanza anche con l’ausilio di uno sfondo monocromatico, ma qui invece la Gioconda è immersa nella natura, il liquido amniotico in cui la figura vive, perché vi è immerso. Significativo è il fatto che per la prima volta l’artista non si ferma a rappresentare alle spalle del personaggio ritratto, in quanto prima non erano importanti le caratteristiche somatiche, ma adesso Leonardo ama rappresentare maggiormente le mani, in cui è possibile vedere anche le vene, per far vedere i sentimenti. Mona Lisa non è inoltre ritratta in posa statica, come era tipico dei ritratti medievali e dei primi anni del Rinascimento, ossia di profilo o frontalmente, ma è raffigurata a ¾; egli gira di lato il volto di Mona Lisa per dare movimento come in una fotografia, quindi un atteggiamento dinamico. Inoltre nei ritratti dei nobili e dei personaggi dell’alta borghesia troviamo spesso raffigurate le mani piene di anelli e i colli decorati con collane, che dovevano quindi contribuire alla nascita del ritratto come status symbol, ma adesso non è più l’importanza anche degli abiti ad interessare Leonardo, bensì il rapporto tra uomo e natura che si completano a vicenda.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del ritorno di Leonardo a Firenze nel 1500?
- Perché Leonardo decise di tenere la Gioconda con sé fino alla morte?
- Qual è il legame tra la Gioconda e l'analisi psicoanalitica di Freud?
- In che modo la Gioconda rappresenta le innovazioni artistiche di Leonardo?
- Come si differenzia la Gioconda dai ritratti nobiliari tradizionali?
Il ritorno di Leonardo a Firenze coincide con un periodo cruciale per la città, caratterizzato dall'ascesa di Michelangelo e dalla creazione della Gioconda, considerata il suo testamento spirituale.
Leonardo, dopo aver completato il ritratto commissionato da Francesco del Giocondo, decise di non venderlo e di portarlo in Francia, mantenendolo come un legame con la figura materna che non aveva mai avuto.
Freud ha interpretato la Gioconda come un riflesso delle esperienze infantili di Leonardo, suggerendo che il ritratto rappresentasse inconsciamente la figura materna, da cui l'artista si sentiva privato.
La Gioconda mostra la tipica prospettiva aerea leonardesca e un approccio innovativo al ritratto, con la figura immersa nella natura e un'attenzione ai dettagli come le mani, che esprimono sentimenti.
A differenza dei ritratti tradizionali, la Gioconda è rappresentata in un ambiente naturale e in una posa dinamica, enfatizzando il rapporto tra l'individuo e la natura piuttosto che il solo status sociale.