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Jacques Luis David: Il giuramento degli Orazi e La morte di Marat

Jacques Louis David, frequentatore di Roma dai tempi della vittoria del concorso “Prix de Rome”, torna nella capitale per dipingere “Il giuramento degli Orazi”, in cui rappresenta l’ideale dell’uomo-eroe, consapevole del valore della dignità umana, che lo porta ad assumersi la responsabilità di difendere la patria. Il dipinto, infatti, raffigura i tre fratelli Orazi: questi daranno la vittoria alla patria dopo un combattimento all’ultimo sangue contro i Curiazi. La scena si svolge in un’area ristretta per mettere in risalto i tre momenti psicologici che la compongono: il padre che porge le spade ai figli facendo loro pronunciare il giuramento “vincere o morire”, il consenso dei tre fratelli senza alcuna esitazione, le donne angosciate e consapevoli di ciò che succederà. La luce e le curve dei corpi hanno una precisa funzione espressiva e rendono il dipinto portatore delle istanze contemporanee (siamo nel periodo della Rivoluzione Francese, a cui David aderì completamente).

David, grande amico di Marat, sarà incaricato dalla Convenzione di dipingere una tela in suo onore dopo l’uccisione di questo da parte di Carlotta Corday: “La morte di Marat” presenta, in uno stile quasi caravaggesco, la figura di Marat abbandonata alla morte, che risalta grazie al contrasto fra lo sfondo scuro e vuoto (ad indicare la morte e il lutto) e il pallore di questo. L’uomo ha in mano la lettera con cui la Corday gli chiedeva udienza ed ha accanto a sé una cassa di legno che funge da scrittoio, con penna e calamaio, sulla quale il pittore incide la propria dedica “À Marat, David”. Questa dedica rappresenta come David non voglia ritrarre l’azione omicida, ma le conseguenze e il valore di quel gesto, che inviterà ad una meditazione sul sacrificio di un uomo che è stato superiore fino al momento estremo, delineando il modello dell’ “eroe romantico”.
Il tribuno era sofferente da tempo (giace, infatti, riverso nella vasca da bagno in cui passava gran parte della giornata per curare una grave affezione cutanea) e tuttavia continuava a lavorare per il popolo; era generoso perché, benché povero egli stesso, mandava un assegnato a una donna il cui marito difendeva la patria in pericolo; il delitto è tanto più infame, poiché compiuto contro un uomo virtuoso ricorrendo al tradimento della falsa supplica. La raffigurazione risulta altamente drammatica per svariati fattori: l’angolazione della luce, la precisione nell’analisi plastica del corpo, la massima semplificazione del compositivo (non presenta un’ambientazione dettagliata, solo gli elementi essenziali).

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