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David, Jaques Louis-caratteristiche della produzione artistica

Il pittore francese Jacques Louis David ripropone l’arte classica come modello assoluto di bellezza, virtù e giustizia.
Inizia il proprio percorso artistico in accademia, nel 1766.
Nei cinque anni che trascorre in Italia, studia l’arte classica e rinascimentale (in particolare quella di Michelangelo e di Raffaello).

“Il Giuramento degli Orazi” (1784-85, olio su tela, Museo del Louvre di Parigi): l’opera, importante commissione reale, si ispira un episodio raccontato dallo storico latino Tito Livio i cui protagonisti sono i tre fratelli Orazi, i quali, per porre fine al conflitto fra Roma e Albalonga (nel VII secolo a.C.) sfidarono i tre fratelli Curiazi, battendoli. David trae ispirazione anche dalla tragedia “Horace” di Pierre Corneille. L’episodio raffigurato nel dipinto, tuttavia, non si ritrova in alcuna fonte, ma è immaginato dall’artista. Si tratta del momento solenne e drammatico in cui i tre fratelli giurano, di fronte al padre, di sacrificare la propria vita in nome della patria. Essi si stringono in un abbraccio e compiono lo stesso gesto: Ciò dimostra la comune intenzione di affrontare il proprio destino insieme. La mano del padre che porge le spade (che spiccano sullo sfondo nero) ai tre fratelli è il punto focale del dipinto. Le donne che piangono sulla destra sono la madre e le sorelle dei tre giovani; il loro atteggiamento contrasta con la virilità dei personaggi principali.Le pose ferme e rigide delle figure maschili, la commozione di quelle femminili, i colori e i contorni nitidi esaltano la drammaticità della scena. L’intenzione dell’artista è quella di proporre un modello di virtù e di amore per la patria.

“Morte di Marat” (1793, olio su tela, Musées Royaux des Beaux-Arts di Bruxxelles): l’opera fa parte di una trilogia pittorica che raffigura le morti dei martiri della rivoluzione francese, a cui David partecipa ricoprendo incarichi anche politici. Marat venne ucciso a tradimento nel 1793 da un’aristocratica. David si ispira sia alla “Pietà” di Michelangelo, sia alla “Deposizione” di Caravaggio.
Il corpo di Marat, ormai esanime, è rappresentato nella tinozza in cui egli era solito immergersi per cercare sollievo da una grave malattia cutanea, lavorando e scrivendo. La mano destra regge una penna; su una cassa con funzione di scrittorio vi sono un calamaio e un biglietto che onora il personaggio per la sua nobiltà d’animo. L’arma del delitto, il pugnale insanguinato, si trova sulla sinistra ai piedi della vasca. Sulla mano sinistra, Marat tiene una lettera scrittagli dalla propria assassina. L’ambiente spoglio e la luce fredda esaltano la drammaticità della scena.

“Bonaparte Valica il San Bernardo” (1800, olio su tela, Musée de l’Armée di Parigi):David, pittore ufficiale di Napoleone, esalta, nelle opere che lo ritraggono, il mito di questo personaggio. In quest’opera, Napoleone guida a cavallo le truppe francesi sulle Alpi.Il movimento ascendente coinvolge il cavallo, il mantello, i capelli di Napoleone. Vi sono elementi che si allontanano dalla semplicità geometrica caratteristica dell’arte neoclassica, come il cielo coperto da nubi grigie, il cavallo agitato e i nomi di Annibale e Carlo magno, che attraversarono le Alpi prima di Napoleone, incisi sulla roccia in primo piano, a simboleggiare la grandezza del generale.

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