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Correggio - Visione di San Giovanni Evangelista


La Visione di San Giovanni Evangelista è l'affresco che meglio sintetizza la ricerca formale di Correggio, che prende spunto da:
- Leonardo, per via dell'aspetto materico legato alla rappresentazione massiccia e pesante delle nuvole che sembrano rocce
- Michelangelo per via del plasticismo nelle figure degli apostoli
- Raffaello per i profili delicati dei volti

Il personaggio che detta il titolo dell'opera, San Giovanni, sembra quasi nascosto dietro una nuvola; ciò che è centrale è la sensazione di vortice che proietta lo sguardo dal basso verso l'alto determinando un forte impatto illusionistico e scenografico, dato che lo spazio è indefinito e salta il confine tra architettura e pittura.
Si introduce un motivo ricorrente nell'arte successiva, la cura per l'immagine pittorica e non per il suo racconto: in questo caso, nonostante avvenga un'apparizione di Cristo, la centralità non è di questo episodio ma del coinvolgimento dello spettatore dettato dalla prospettiva esasperata che determina spaesamento.

L'arte diventa vera e propria immagine, centrale e dominante sul racconto, e questo è ciò su cui si basa l'arte anche nella nostra contemporaneità.
L'effetto illusionistico, oltre a portare lo sguardo verso l'alto, determina il fatto che Gesù pare cadere addosso all'osservatore, in quanto non si lascia coinvolgere nel vortice e si oppone alla forza centrifuga poiché è imponente.

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