Concetti Chiave
- Caravaggio, ospite del cardinal Del Monte, realizzò opere significative, tra cui la "Testa di Medusa", un olio su tela incollato su uno scudo di legno.
- La "Testa di Medusa" si distingue per il suo realismo sconvolgente, con dettagli come occhi impietriti e sangue zampillante che creano un effetto quasi fotografico.
- La "Canestra di frutta" presenta una composizione studiata, con un cesto inscritto in una circonferenza e colori contrastanti che ne esaltano la tridimensionalità.
- Nel dipinto di Bacco, i dettagli realistici come le guance rosate e gli elementi simbolici creano un'atmosfera fosca, alludendo alla passione di Cristo.
- La "Chiamata di Matteo" utilizza la luce per evidenziare la povertà del locale, simboleggiando il peccato e la grazia divina, e trasmettendo un messaggio di scelta umana di fronte alla chiamata di Dio.
Caravaggio e il cardinal Del Monte?
Durante il suo soggiorno romano, Caravaggio fu ospite del cardinal Francesco Maria Del Monte, il quale gli commossionò diverse opere. Tra queste troviamo la "Testa di Medusa". La raffigurazione è un olio su tela, a sua volta incollata su uno scudo di legno circolare leggermente concavo.
Realismo nella testa di Medusa
E' sconvolgente il realismo con il quale la dea Medusa, con la testa mozzata, viene rappresentata. Il dipinto sembra quasi una fotografia. Possiamo infatti notare alcuni particolari come gli occhi sbarrati, impietriti davanti alla rabbia e al dolore, la bocca mentre emette l'ultimo grido soffocato e il sangue che zampilla dal collo.
Una delle più celebri naure morte di Caravaggio è la "Canestra di frutta", realizzata con tecnica di olio su tela, tra il 1597 e il 1601.
La semplicità della rappresentazione per l'aartista non è che un pretestoper mettersi a osservare minuziosamente la realtà, riportandone ogni più piccolo particolare.
Tecnica e composizione del cesto
L'opera, nonostante l'apparente semplicità, ha, al contrario, una studiatissima composizione, infatti il cesto viene inscritto in una circonferenza e viene rappresentato in una visione perfettamente frontale. Questa scelta dal punto di vista della proporzione parrebbe del tutto insensata, poichè completamente piatta, ma Caravaggio "risolve il tutto" facendo sporgere il cesto dal tavolo e tramite l'ausilio dei colori. Infatti l'acceso ocra dello sfondo spicca sul freddo verde delle foglie che, a loro volta, entrano in contrasto con i rossi e i gialli della frutta.
Mimesi nei frutti
La pecularietà per la quale l'opera spicca sulle altre nature morte è la mimesi con cui sono stati realizzati i frutti, infatti possiamo notare le ammaccature, le foglie appassite e la patina chiara sulle uve.
Il dipinto, un olio su tela, viene fatto risalire fragli anni 1596-1597.
L'opera rappresenta un giovane (Bacco) adagiato su un triclinio, un lenzuolo ne copre parzialmente il corpo con un ricco panneggio. Sulla nuca, invece è presente una corona di foglie di vite e acini. Sul volto troviamo una chiara traccia di mimesi, infatti le guance sono rosate, cosa inaudita per la rappresentazione di un dio,
Nel complesso l'atmosfera dell'opera è alquanto fosca, così che il travestimento del giovane possa alludere all'iconografia cristiana.
Altri oggetti, quali la melagrana spaccata, la coppa del vino, la cintura nera e il drappo farebbero pensare a chiari simboli della passione di Cristo.
La chiamata di Matteo
Collocata nella Cappella Contarelli, l'opera risale circa al 1599-1600.
Il dipinto rappresenta la chiamata di Matteo, tratta dal Vangelo
La scena è ambientata in un locale tetro ed oscuro, a destra troviamo Cristo che con un cenno della mano (preso da Michelangelo ne "La creazione di Adamo") indica Matteo, al suo fianco san Pietro ripete il gesto come per voler rendere più chiaro il messaggio. A sinistra, invece, vediamo Matteo, che accortosi della presenza del Cristo che lo chiama, rimane incredulo. Ciò si può anche capire dal gesto della mano sinistra, volta a indicarsi.
Simbologia caravaggesca
La simbologia caravaggesca in quest'opera è chiara più che mai.
L'anziano e il giovane a destra di Matteo sono chini a contare i loro danari, al contrario dei due a sinistra; ciò parrebbe significare che la chiamata di Dio è sempre rivolta a tutti, ma sta agli uomini decidere se aderirvi o meno, e quindi andare in paradiso o all'inferno.
E' la luce che la fa da padrona nell'opera, infatti essa, che arriva dalle spalle del Cristo illuminerebbe la sporcizia e la povertà del locale, ciò starebbe a metaforizzare il mondo del peccato, ma allo stesso tempo, è sinonimo di beatitudine e grazia divina
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra Caravaggio e il cardinal Del Monte?
- In che modo Caravaggio rappresenta il realismo nella "Testa di Medusa"?
- Qual è la particolarità della composizione della "Canestra di frutta"?
- Quali elementi simbolici si possono trovare nell'opera "Bacco"?
- Qual è il messaggio della "Chiamata di Matteo"?
Caravaggio fu ospite del cardinal Francesco Maria Del Monte durante il suo soggiorno a Roma, dove realizzò diverse opere, tra cui la "Testa di Medusa".
Il realismo nella "Testa di Medusa" è sconvolgente, con dettagli come gli occhi sbarrati e il sangue che zampilla, rendendo il dipinto quasi fotografico.
La "Canestra di frutta" presenta una composizione studiata, con il cesto inscritto in una circonferenza e rappresentato in modo frontale, ma con un effetto di profondità grazie ai colori e alla sporgenza dal tavolo.
Nell'opera "Bacco", elementi come la melagrana spaccata e la coppa di vino alludono alla passione di Cristo, mentre l'atmosfera fosca suggerisce un legame con l'iconografia cristiana.
La "Chiamata di Matteo" rappresenta la chiamata di Dio a tutti gli uomini, evidenziando la scelta tra aderire alla grazia divina o rimanere nel peccato, simboleggiato dalla luce che illumina il locale sporco e povero.