Video appunto: Caravaggio – Fruttarolo

Fruttarolo



Nelle prime opere realizzate da Caravaggio all’inizio del suo soggiorno a Roma troviamo un elemento costante: la riproduzione particolareggiata della natura. Questo elemento non è solo derivato da un’osservazione meticolosa della realtà naturale; esso racchiude un significato più profondo: l’allusione ad un mondo primaverile popolato di fanciulli, da fiori e da frutta, in cui, tuttavia non mancano segni che ci rimandano al concetto della caducità della vita e della dissoluzione.
Il dipinto Fruttarolo ne è un chiaro esempio. La tela, dipinta fra il 1593 e il 1594, rappresenta un garzone di un fruttivendolo che tiene in braccio un cesto ricolmo di frutta, il tutto illuminato da un raggio di luce che investe la frutta e su cui si ritaglia il viso del ragazzo.

Tuttavia, i fichi maturi hanno la buccia spaccata, alcune foglie sono ingiallite o presentano macchie, tutto col significato che la realtà tende prima o poi a disfarsi e quindi la tela diventa un’allegoria dello scorrere del tempo. Il ragazzo ha un’espressione languida, quasi effeminata, la testa è leggermente chinata verso destra,le guance arrossate leggermente e le labbra rosse, tiene stretto contro di se il cesto e la spalla destra è scoperta come se la camicia fosse scivolata volontariamente, in un atteggiamento più femminile che maschile. Tutti questi particolari hanno permesso ad alcuni critici di interpretare l’opera in chiave omosessuale per cui l’abbondanza dei frutti potrebbe essere simbolo di lussuria. Pare che come i frutti costituiscono un dono per lo spettatore, allo stesso modo, il ragazzo sta offrendo la sua bellezza ed il suo corpo: la bontà dei frutti corrisponde alla bontà del giovane, in un’immagine frequente nei quartieri popolari frequentati a Roma da Caravaggio. Ma la bellezza e il piacere sono transitori perché la foglia ingiallita esce dalla cesta.
L’opera è conservata a Roma, nella Galleria Borghese.