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Cappella Sistina

La fascia centrale della volta è riempita con nove Storie della Genesi.
I riquadri centrali sono di grandezza variabile: a scene che occupano l'intero spazio tra i pilastri sono alternati riquadri più piccoli, incorniciati da medaglioni a monocromi bronzei con storie dell'Antico Testamento, verso i quali sono rivolti gli ignudi.
Di grande utilità, per la nitida lettura di ogni elemento, fu il ricorso a una tavolozza brillante, ricchi di cangianti che facilitano la distinzione, anche a grande distanza, di ogni particolare.

I nove riquadri centrali mostrano Storie della Genesi, disposte in ordine cronologico partendo dalla parete dell'altare:
Separazione della luce dalle tenebre
Creazione degli astri
Separazione della terra dalle acque
Creazione di Adamo
Creazione di Eva
Peccato originale e cacciata dal Paradiso terrestre
Sacrificio di Noè
Diluvio Universale
Ebbrezza di Noè

Il tema generale degli affreschi della volta è il mistero della Creazione di Dio, che raggiunge il culmine nella realizzazione dell'uomo a sua immagine e somiglianza. Con l'incarnazione di Cristo, oltre a riscattare l'umanità dal peccato originale, si raggiunge il perfetto e ultimo compimento della creazione divina, innalzando l'uomo ancora di più verso Dio. In questo senso appare più chiara la celebrazione che fa Michelangelo della bellezza del corpo umano nudo.

L'episodio della Creazione dell'uomo ha come punto focale il contatto tra le dita del Creatore e quelle di Adamo, attraverso il quale si trasmette il soffio della vita. Dio, sorretto da angeli in volo e avvolto in un manto, si protende verso Adamo, rappresentato come un atleta in riposo, la cui bellezza sembra confermare le parole dell'Antico Testamento, secondo cui l'uomo fu creato a immagine e somiglianza di Dio.

Profeti e Sibille seduti su troni monumentali si alternano sui lati lunghi, mentre su quelli corti campeggiano le figure di Zaccaria e, sopra all'altare, di Giona, cui spetta la posizione preminente in quanto prefigurazione di Cristo.

I Veggenti sono identificati da una scritta nella targa sottostante e sono coloro che per primi intuirono la venuta del Redentore.
I Profeti e le Sibille testimoniano quindi la continua attesa della Redenzione da parte dell'umanità: i primi anticiparono infatti la venuta di Cristo per il popolo di Israele, le seconde, pur appartenendo al mondo pagano, sono qui rappresentate per le loro doti di indovine, intendendo in tale maniera allargare l'attesa della Redenzione dal popolo eletto a tutta l'umanità.

ignudi: Venti Ignudi contornano i riquadri minori delle Storie.

La loro posizione di risalto, benché contenuta nella struttura architettonica dipinta, travalica il semplice ruolo di figure decorative (reggere ghirlande con foglie di quercia che alludono, infatti, allo stemma del Papa Giulio II Della Rovere).
Essi inoltre hanno quella bellezza che, secondo le teorie rinascimentali,è unita all'esaltazione delle facoltà spirituali e pone l'uomo al vertice della Creazione.

I grandi pennacchi posti agli angoli della volta narrano quattro episodi della miracolosa salvazione del popolo di Israele, interpretabili come prefigurazioni del Messia.
Nell'Antico Testamento è narrato l'episodio di Giuditta che salvò la sua città dall'assedio di Oloferne, uccidendolo dopo un banchetto in cui era stato fatto ubriacare, decapitandolo e portando poi il capo ai suoi concittadini.
L'episodio viene rappresentato in tre scene:
- sulla sinistra sono le guardie addormentate;
- al centro Giuditta e l'ancella nell'atto di coprire con un panno la testa dell'ucciso, presunto ritratto di Michelangelo;
- a destra infine appare il corpo di Oloferne mutilato.

Nelle otto vele sono affrescati gruppi di figure che integrano, probabilmente, la serie degli Antenati di Cristo delle lunette sottostanti. Sulla loro precisa identificazione il parere della critica è però ancora discordante.

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