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Canova

Canova rappresenta uno dei protagonisti assoluti della scultura europea per più di quarant’anni. Inizialmente educato nella Venezia del Rococò ,dopo la sua esperienza a Roma potè approfondire il suo incontro con l’arte classica e proprio qui entrare in contatto con importanti esponenti del Neoclassicimo del tempo dai quali apprendere le teorie estetiche. In questo clima nasce Teseo e il Minotauro,opera che destò grande scalpore in quanto Canova sicuramente si distinguerà per la sua creazione originale poichè inserì elementi innovativi all’interno delle sue sculture. In questo caso particolare stupirà il fatto che Teseo non sarà rappresentato durante il momento della lotta come era solito , ma in un momento di calma, seduto sul minotauro che aveva appena ucciso. Il corpo esprime forza fisica e quieta grandezza ,sicuramente contrapposte alla massa informe del mostro senza vita. Sul volto non trapela la furia della lotta ma solo la tranquillità e la fierezza di chi ha ottenuto una difficile vittoria. Vi sono due modelli antichi utilizzati per la realizzazione di Teseo ,il Marte in riposo della collezione Ludovisi e il torso del belvedere, ma per Canova l’antico non andava copiato ma imitato ,quindi ciò che si doveva fare era far rivivere il metodo che aveva permesso agli antichi di raggiungere la perfezione.La riflessione sull’antico occupò gran parte dell’itinerario creativo di Canova. I temi mitologici comunque rimasero i preferiti per questa ricerca artistica.

In particolare lo scopo di Canova era quello di trovare una bellezza ‘moderna’ quindi non andare a perseguire un astratta perfezione ideale ,ma calare il bello nella realtà con tutta la verità e la vitalità delle emozioni che venivano però espresse in una forma depurata ,filtrata e controllata razionalmente. Nella Venere italica(1804-12) si nota subito che se viene confrontate al modello antico delle Venere Medici sembra possedere un carattere meno idealizzato e più sensuale ma senza per questo possedere quella grazie elegante o la purezza delle forme proprie della bellezza classica. In Paolina borghese come venere(1808) invece avviene il processo inverso in quanto si parte da una donna reale che iene trasfigurata,attraverso l’arte, nella figura di una dea della bellezza. E’ evidente il gioco delle superfici utilizzato dall’artista, come possiamo vedere infatti alcune parti sono lavorate come se fossero carne ,altre lucide ,luminose ,mentre sulle parti nude del corpo Canova ha deciso di stendere uno strato di cera affinché risultassero rosate. Attraverso questa scultura poi ci è possibile evidenziare una delle caratteristiche di Canova ossia il fatto che tale statua è stata studiata per essere ammirata da tutti i punti di vista ,muovendosi quindi intorno ad essa.Sintesi dell’idea di bellezza secondo Canova sarà il gruppo delle tre grazie ,ossia le figlie di Zeus rappresentanti castità ,amore, bellezza ,che si mostrano abbracciate a formare un leggero movimento a spirale.Il tema di Amore e psiche fu assai trattato in epoca neoclassica, anche Canova trattò il soggetto più volte. La scultura è ispirata alla favola contenuta nell’asino d’oro di Apuleio e raffigura il momento in cui Amore riporta alla vita Psiche con un bacio, in quanto avvolta in un sonno infernale per aver aperto contro il divieto di Venere un cofanetto contenente un po’ della bellezza di Proserpina. Amore e Psiche sono però colti nell’attimo prima che le labbra si incontrino in un bacio ,un momento carico di tensione che viene però depurato di ogni passionalità senza annullare del tutto però la dimensione umana e sensuale che si può avvertire nella morbidezza della carne del corpo di Psiche o ancora nella tenerezza della gestualità di amore. La scultura è costituira da complesse geometrie nelle quali anche il vuoto ha valore tanto quanto le parti scolpite. E’ possibile individuare il punto focale all’interno dello spazio tra le labbra dei due ,per la quale passano due diagonali ,una a destra che va dalla punta dell’ala al piede di amore, una sinistra che va dall’altra ala al panneggio sul basamento. I due corpi formano una struttura piramidale per la loro disposizione . Al centro della composizione possiamo individuare un’altra costruzione geometrica data da due cerchi intrecciati ,disegnati dal movimento delle braccia dei due amanti , iscritti in due archi.Canova ricevette importanti commissioni a partire da quella del 1783 per il Monumento funerario di Clemente XIV. Canova rifiuta l’ornamentazione rica e superflua e la composizione complessa a favore di un ‘elegante semplicità ,della chiarezza e della solennità. Ancora lo scultore preferisce usare un solo materiale e due colori , rosato per la cattedra su cui siede il pontefice e bianco per il basamento ,il sarcofago e le statue. La struttura dell’opera è costruita su un impianto simmetrico,leggermente mosso dalla diversa posizione delle statue che fiancheggiano il sarcofago, allegorie della mansuetudine e dell’umiltà. Canova sarà in grado di trattare il marmo conferendogli grande luminosità ,levigatezza e morbidi effetti chiaro scurali . Sarà ispirata a Bernini l’idea di usare la porta della Sacrestia come elemento simbolico che rappresenta il trapasso da una vita terrena a una ultraterrena.Nel monumento funerario di Clemente XIII viene ripreso lo schema piramidale a tre livello ,quello del basamento dove si trovano a due altezze diverse i leoni,simboli della forza, il genio della morte ed una figura di donna eretta simbolo della fede, il livello centrale occupato dal sarcofago e quello superiore occupato dalla stata del papa che prega inginocchiato . Attraverso quest’opera Canova esprime il tema ,tipicamente neoclassico ,della morte vista come aspirazione alla pace perfetta. Nel monumento funerario di Maria Cristina di Sassonia-Teschen vi è una diversa interpretazione scenografica. Viene rappresentato di fatti un corteo guidato dalla Pietà ,tipica virtù romana, che porta in mano le ceneri ;essa è seguita da un gruppo di figure che la seguono verso una piramide, il più antico dei monumenti funebri. Sopra la porta troviamo il ritratto di Maria Cristina incorniciato da un serpente che si morde la lingua ,segno di immortalità , e sorretta dalla figura della Felicità.

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