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Canova nacque nei pressi di Treviso nel 1757, fece l’apprendistato a Venezia e poi si trasferì a Roma (sua continua fonte di ispirazione) dove seguì corsi di nudo all’Accademia di Francia. Egli ebbe incarichi di lavoro dalla nobiltà veneta e romana, da Napoleone, dagli Asburgo, dai Borboni e dalla corte pontificia.
Canova incarna i principi neoclassici sia nel disegno sia nella scultura. Arriva a concepire il concetto di “bello ideale” e per lui l’arte aveva una funzione etica ed estetica, e applicava nelle sue opere un equilibrio delle forze e dei sentimenti. Tendeva sempre a rispettare i canoni dei grandi artisti dai quali attingeva ispirazione, ma nello stesso tempo vi era un superamento dei canoni classici grazie al movimento, limitando però la spettacolarizzazione. Nei suoi disegni (realizzati sempre in modo accurato e chiaroscurato) vi è una continua attenzione al nudo, inizialmente il motivo era quello di riuscire a prendere confidenza con il corpo umano e di affrontare una casistica sempre maggiore di atteggiamenti e posizioni.

Studio dal Gruppo di Castore e Polluce sottile e sicuro contorno, muscolatura in evidenza e ombreggiatura, per comprendere i rapporti proporzionali.
Nudo virile su di un masso alcune parti del corpo vengono particolareggiate e ombreggiate tramite un fitto tratteggio, altre sono state esclusivamente indicate dalla linea di contorno.
Accademia di nudo virile in posizione eretta, giovane uomo con linea di contorno decisa. Muscoli in evidenza. Utilizza tratteggi diversi, archetti, segmenti verticali e incrociati.
Due nudi femminili, stessa modella ripresa in due atteggiamenti diversi. Linea di contorno leggera con ombreggiature in carboncino che alleggeriscono le figure.

Teseo sul Minotauro, la prima opera scultorea, per Zulian. L’eroe, simbolo della vittoria della ragione sull’irrazionalità, è seduto sul corpo del mostro che ha ucciso, nel momento subito successivo alla lotta. Vi è un accenno alla tranquillità subito successiva alla violenza dello scontro. La creatura è riversa su una roccia e Teseo è inclinato indietro mentre osserva il nemico. Cerca di raggiungere la bellezza ideale, introvabile in natura con una sublime padronanza della tecnica scultorea e con un richiamo alla scultura classica. L’opera è in marmo, il materiale che per l’artista poteva rendere al meglio la morbidezza e la flessibilità della carne. Tutte le sculture di Canova sono levigate fino a che il marmo non diventa totalmente liscio e traslucido

Amore e Psiche, Canova ha ripreso la favola narrata nel romanzo “L’asino d’Oro” di Lucio Apuleio. L’episodio in questione è quello in cui Amore (Eros) tenta di rianimare Psiche svenuta dopo aver aperto un vaso ricevuto da Proserpina nell’Ade. Canova è riuscito a immortalare i due innamorati in perfetta sintonia, essi non si stringono ma si sfiorano con un sottile erotismo. Il momento è subito precedente al bacio.

La visione frontale permette all’osservatore di coglierne la geometria compositiva e la particolare armonia.

Ebe, realizzò 4 esemplari. Il secondo in ordine di tempo rappresenta la divinità sostenuta da una nuvola. Il suo busto è nudo mentre la parte inferiore è avvolta da una leggera veste che aderisce alle sue membra. Dopo l’esecuzione della prima copia fu criticato per aver realizzato un opera troppo baroccheggiante, seriosa e piena di particolari, riguardo alla mancanza di espressione nel volto, egli rispose che era un effetto voluto perché altrimenti sarebbe sembrata una baccante o una mortale, con ciò voleva ribadire la sua posizione nei confronti della statuaria classica che tendeva al bello ideale e limitava le forti espressioni. L’anfora e la coppa che ha in mano sono stati realizzati in oro. L’ultima trattazione scultorea omette il piedistallo introducendo un semplice basamento.

Paolina Borghese Bonaparte, sorella di Napoleone, ritratto scultoreo commissionato dal marito. Raffigurata come una Venere, tiene in mano il pomo della vittoria. La giovane e sinuosa donna è rappresentata adagiata su un triclinio, riferimento a scultura pre-ellenistica e in particolare quella etrusca. Il busto è nudo quasi fino all’inguine mentre la parte inferiore del corpo è coperta da un drappo. Il volto idealizzato e le sembianze divine collocano il soggetto in una realtà ultraterrena. Anche in questa opera Canova utilizza più materiali, il letto ha decorazioni lignee placcate d’oro. Opera di ieratica bellezza con una attenzione al pittoricismo.

Monumento funebre a Maria Cristina d’Austria, commissionato dal marito. Essa è l’opera canoviana più significativa di questo genere. Il monumento si presenta come una piramide (ascesa dalla terra al cielo)all’interno della quale una processione reca le ceneri della defunta. In un medaglione portato in volo dalla Felicità Celeste (ornato da un serpente che si mangia la coda simbolo di immortalità) è recata la sua immagine, che è onorata dalla personificazione delle proprie virtù: il leone (Fortezza), la giovane donna che conduce un vecchio cieco (Pietà o Benevolenza) e la tenerezza. Tutti i personaggi sono legati fra loro da una ghirlanda di fiori e si trovano a passare su di un tappeto che unisce l’interno e l’esterno della piramide (la morte e vita).

Monumento funebre Papa Clemente XIV, papa benedicente e maestoso seduto su un trono. Ai lati sono rappresentate due figure femminili allegoriche (la Mansuetudine des. e la Temperanza sin). Idealmente vi è una linea a zigzag che va da un personaggio all’altro per arrivare in alto, a Dio. Ha caratteri barocchi, dinamismo ed enfasi.

Monumento funebre a Clemente XIII non è seduto su un trono ma in atteggiamento di preghiera, non ha il copricapo papale (lamitra) che si trova sul basamento dove sono realizzati dei personaggi allegorici, il leone (Fortezza), una donna con una croce che rappresenta la religione e un angelo che rappresenta la fede. Realizzato con due marmi diversi, rosso per il sepolcro e bianco per il resto.

Dedalo e Icaro, gruppo scultoreo che rappresenta padre e figlio, il primo mostra caratteri reali sia nel volto sia nel corpo, evidenziando così l’esperienza, mentre il secondo rappresenta una bellezza ideale e segue i canoni perfetti della figura umana. Grande fisicità ed equilibrio geometrico caratteristico di Canova. Mette in evidenza ciò che è già accaduto, le ali sono alla base della scultura.

Venere Italica, soggetto ruotato repentinamente ma dalle movenze dolci e tenere, possiede una bellezza classica ed esprime pudore coprendosi le femminilità. Scrigno.

Tre Grazie, evidentemente ha voluto rifarsi all’immagine tradizionale delle Grazie di ascendenza greco-romana, poi ripresa durante il Rinascimento da ad esempio Botticelli. Egli rappresenta i soggetti con staticità, in modo opulento morbido e con magnificenza. Concezione di tranquillità e bellezza. Si abbracciano, hanno i volti molto vicini e fanno parte di quella scultura canoviana razionale che si contrappone a quella barocca.

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