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Michelangelo ha 4 specialità: nasce come scultore ma è anche pittore, architetto e anche poeta. Questo è un po’ anche l’ordine dei suoi incarichi. Per lui la pittura era la più grande delle arti in quanto in una tela a 2 dimensioni poteva rappresentare una scena in 3 dimensioni.
Il Tondo Doni ha una rappresentazione circolare, tipica di Firenze (come lo Spedale degli Innocenti). I Doni sono una ricca famiglia di Firenze che incaricano Michelangelo di dipingere l’opera che rappresenta la Sacra famiglia (Maria e Giuseppe con Gesù). Nella scena Maria si accinge a prendere il bambino dalle braccia di San Giuseppe. La scena è quindi parecchio dinamica. Dietro c’è San Giovanni (il nipote di Maria e il cugino di Gesù). Egli è a cavallo tra l’antichità e la nascita di Gesù. Dietro abbiamo una paesaggio con degli uomini nudi, che rappresentano l’antichità (i corpi nudi erano tipici del classicismo). Anche coloro che nell’antichità vivevano in virtù avevano dei valori che valgono tutt’ora. I colori sono molto vivaci, contrastati; il chiaroscuro è molto marcato e i contorni sono abbastanza netti. Per rappresentare l’opera Michelangelo utilizza la tempera. L’arte con i chiaroscuri netti è la scultura ed essendo Michelangelo scultore, si porta dietro questa caratteristica tipica. A lui interessa il muscolo di uomini e donne. Maria è rappresentata robusta, per dare un’impressione meno femminile. Michelangelo studia il movimento anatomico del muscolo. Nessuna delle figure guarda lo spettatore, il quale va a guardare nella direzione in cui esse guardano. Anche la cornice del dipinto è fatta da Michelangelo, che l’ha scolpita in legno dorato. Intoro ad essa ci sono delle facce che spuntano: sopra c’è Cristo, al centro due profeti e in fondo due sibille (le profetesse dell’antichità).

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