Video appunto: Botticelli, Sandro - Venere e Marte - Analisi

Il tema e le circostanze



In questa tempera su tavola, il soggetto è Venere, dea dell’Amore; esso ricorre frequentemente nei dipinti che venivano regalati in occasione di un fidanzamento o di un matrimonio e quindi è possibile che essa fosse stata realizzata per ornare un letto matrimoniale.
Il formato orizzontale (69 x 173,50) ci conferma questa ipotesi. Forse l’opera era destinata alla famiglia Vespucci: essa aveva come simbolo araldico le vespe che, per l’appunto, compaiono sull’angolo destro, in alto del dipinto, anche se qualche critico attribuisce agli insetti il simbolo delle punture dell’amore.

Descrizione



In un ambiente bucolico, la dea, vestita e appoggiata su di un cuscino rosso (il rosso è il simbolo della passione amorosa) sta osservando Marte che dorme profondamente, la cui nudità è interrotta all’altezza dei fianchi da un tessuto bianco. Alcuni satiri stanno giocando tutt’intorno con le armi del dio (l’elmo, la lancia, la corazza) ed uno, con una bùcina avvicinata alle labbra, cerca in tutti i modi di svegliare Marte.

Interpretazione



L’opera si presta a diverse interpretazioni, fra cui, la più interessante, è quella che ci rimanda al neoplatonismo di Marsilio Ficino. Si tratterebbe di una rappresentazione dell’armonia fra due opposti: Venere, simbolo dell’amore, riposa serena mentre Marte, il suo innamorato, dio della guerra e della discordia, spossato, sta dormendo profondamente, vinto dalle sue grazie. Altri critici vedono nel dipinto un omaggio galante: la vittoria della bellezza e della femminilità sulla natura del maschio. Comunque, il significato dell’opera è questo: dopo un rapporto sessuale avuto con Venere, Marte dorme spossato, e nemmeno il fauno, che sta suonando con una bucina nelle sue orecchie, riesce a svegliarlo. Egli è privato delle armi e quindi totalmente inerme, come per sottolineare che di fronte all’amore, l’uomo non può far altro che arrendersi. L’atmosfera in cui è immerso il dipinto è serena, anche se la tranquillità della scena sembra essere turbata dallo sguardo di Venere velato di malinconia ed anche il sonno profondo di Marte acquista una connotazione non positiva, poiché i piccioli satiri non riescono a destarlo. L’equilibrio complessivo della scena viene ottenuto anche dall’uso di colori dalle tonalità non troppo forti.

Le fonti



Il soggetto è attinto non solo da fonti erudite classiche, ma anche da reperti archeologici come il sarcofago vaticano Bacco e Arianna e i Dialoghi di Luciano; quest’ultimo testo costituisce la fonte dei piccoli satiri.
La tecnica e lo stile
Dal punto di vista stilistico, è evidente l’influenza del Pollaiolo; tuttavia, esiste una differenza: Pollaiolo: utilizza le linee dei contorni per evidenziare l’aspetto fisico e il movimento dei personaggi ,mentre Botticelli se ne serve per rappresentare la psicologia. Si notano anche alcune incertezze. Infatti, il leggero abito di Venere che con il suo abbondante panneggio, nel ricoprire tutto il corpo della dea, ricopre quasi del tutto la gamba destra per poter nascondere un errore commesso dal pittore durante l’elaborazione del disegno.

Il dipinto, realizzato nel 1483, è esposto alla National Gallery di Londra.