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Sandro Botticelli


Vita

Sandro Botticelli può essere definito come l'artista che incarna al meglio la figura dell'artista rinascimentale. Fu il pittore di riferimento per i Medici di cui interpretò al meglio i loro desideri e fu in grado inoltre di dialogare con i grandi filosofi e letterati suoi contemporanei con i quali realizzò opere complesse e e raffinate, ricche di significati nascosti dietro a simboli e di rimandi all'età classica.
Nacque a Firenze nel 1445 in una famiglia di modeste condizioni sociali e come molti artisti dell'epoca, ebbe un apprendistato da orafo che gli permise di studiare le varie forme espressive del disegno e la tecnica dell'incisione che in età adulta gli permise di realizzare le celebri illustrazioni della Divina Commedia.
Nel 1465 entrò nella bottega di Filippino Lippi da cui apprese la tecnica di realizzazione delle figure tramite una morbida linea di contorno che avrebbe poi caratterizzato il suo stile.
In seguito collaborò anche con Andrea Verrocchio e Antonio Pollaiolo, entrambi fondamentali per il processo di maturazione dell'artista.

La Primavera

Questo quadro è uno dei più affascinanti del Rinascimento per la straordinaria bellezza della scena (ambientata in un agrumeto) e per l'eleganza delle figure che incarnano al meglio l'ideale estetico di Lorenzo de' Medici.
Il dipinto fu concepito per una committenza privata, infatti venne eseguito nel 1482 ca per Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici (cugino di Lorenzo il magnifico).
La scena è una rappresentazione del regno di Venere ed è ambientata nel giardino delle Esperidi (divinità femminili che custodivano i pomi d'oro cioè le arance).
L'opera va letta a partire da destra dove è ritratto Zefiro, il vento di primavera che rapisce la ninfa Clori, la quale al suo tocco si trasforma in Flora, dea della primavera e delle fecondità che indossa un abito con motivi floreali mentre sparge i boccioli che tiene in grembo.
La figura centrale è Venere, che neo-platonicamente parlando è intesa come dea dell'amore spirituale che indirizza gli uomini verso il bene. Alle sue spalle vi è un cespuglio di mirto che simboleggia il matrimonio mentre sopra di lei vola Cupido bendato che scaglia una freccia in direzione delle tre grazie mentre danzano ricoperte da veli delicatissimi.
A sinistra invece c'è Mercurio, il messaggero degli dèi che scaccia le nubi per preservare la primavera.

Interpretazione dell'opera

Il significato dell'opera è molto complesso e non è stato ancora chiarito pienamente. Può essere interpretato in due modi: secondo alcuni il dipinto può essere cosiderato mezzo per l'educazione sentimentale di Lorenzo di Pierfrancesco in vista delle nozze; per altri rappresenta la conquista della ragione attraverso i vari aspetti dell'amore partendo da quello terreno a destra di Zefiro, Clori e Flora a quello più sublime di Mercurio.
Venere, posta al centro, raffigura invece l'humanitas, cioè la mediatrice fra i due estremi e d è un emblema del matrimonio.
Le grazie a loro volta rappresentano i tre aspetti di Venere: Bellezza, Castità e Voluttà.

Stile

Lo stile botticelliano corrisponde perfettamente alla complessità del significato dell'opera. Qui l'artista preferisce concentrarsi sull'idealizzazione delle immagini piuttosto che sulla perfezione prospettica. Ciò è possibile grazie all'utilizzo della linea di contorno che definisce minuziosamente tutti i particolari.
Le figure sono rese sublimi grazie ai colori chiarissimi dei volti e nelle pose leggiadre. I visi esprimono malinconia, caratteristica fondamentale delle opere di Botticelli, e la somiglianza tra loro dei volti femminili creano l'impressione di una favola quasi irreale.
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