Video appunto: Botticelli, Sandro - Natività mistica (3)

Contestualizzazione



Botticelli realizza questa tempera su tela nel 1501, l’unica datata e firmata. Essa è conservata a Londra, alla National Gallery.
Per capirne il significato e la portata, è necessario ricordare gli avvenimenti storici di quegli anni. La morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492, ha scatenato a Firenze una lotta per accedere al potere; nel frattempo, qualche anno dopo, nel 1501, Cesare Borgia assedia Faenza, minacciando così la Toscana, il che crea molte preoccupazioni.
Inoltre si teme una nuova occupazione da parte dell’esercito francese, come quella di Carlo VIII nel 1494. Savonarola, con le sue prediche, spaventa il popolo fiorentino, sostenendo la necessità di un profondo rinnovamento della Chiesa e della società. Egli non accusa soltanto i governanti e i prelati di essere indegni del ruolo occupato, ma si scaglia con veemenza contro i costumi del tempo, sostenendo la necessità di fare penitenza per espiare i peccati, minacciando imminente il castigo divino. Botticelli è attirato dalle idee di Savonarola a tal punto da bruciare alcune sue tele precedentemente realizzate, condannate dal frate e ritenute pagane. Anche la sua tecnica stilistica ne subisce le conseguenze.

Descrizione e simbologia



Il dipinto è ricco di simboli sia dal punto di vista prossemico che dal punto di vista cromatico.
La Sacra Famiglia, rappresentata secondo l’iconografia tradizionale, è posta al centro della tela con una Vergine dalla statura sovradimensionata rispetto alle altre figure. Il Bambino giace su di un telo bianco e a sinistra, San Giuseppe sembra dormire. Il codice gestuale allude alla sua passività riguardo al concepimento del Figlio di Dio, di cui egli è soltanto padre putativo. Il bue e l’asinello rappresentano gli Ebrei e i pagani che non sono stati in grado di riconoscere il Cristo appena nato e si sono dimostrati ottusi, come due animali, assistendo così all’evento sacro senza però parteciparvi. In primo piano, tre angeli abbracciano tre uomini con il capi cinti da una corona di alloro. E’ il simbolo della pace che regnerà in tutto il mondo dopo la nascita di Gesù. In basso, nei due angoli, alcuni diavoli, vedendo il Figlio di Dio fuggono, nascondendosi nelle crepe del terreno e sono trafitti dalle loro stesse forche. A destra della capanna, due pastori inginocchiati, hanno la testa cinta di rami e sono accompagnati da un angelo; al lato opposto, un angelo vestito di rosa, con in mano un ramoscello di ulivo, indica il Bambino ai Re Magi : il loro capo coronato di alloro indica la sapienza. Sul tetto, coperto di paglia, sono inginocchiati tre angeli che sorreggono un libro aperto, forse il Libro dell’Apocalisse, vestiti di bianco, di rosso e di verde che sono i colori delle virtù teologali, cioè la Fede, la Speranza e la Carità. In alto, al di sopra della scena, Botticelli ha dipinto dodici angeli danzanti in una specie di girotondo. Tale danza è il simbolo della rigenerazione dello spirito. L’iscrizione in greco, posta ancora più in alto, esprime la speranza per l’avvento di tempi migliori. Lo scenario di fondo lascia intravedere, anche attraverso un’apertura della capanna, un bosco fitto di alberi che si staglia contro un cielo azzurro che, man mano che si unisce all’orizzonte, diventa sempre più chiaro.

L’aspetto compositivo



La tela è caratterizzata da colori vivaci, spesso disposti in modo alternato, come se la scena si svolgesse in pieno giorno, avvolta in una rassicurante e chiara luce primaverile. L’aspetto compositivo è molto lontano dalla prospettiva geometria del Quattrocento fiorentino che viene sostituita dalla proporzione delle gerarchia, in base a cui gli angeli, vicino o lontani che siano, sono comunque sempre più piccoli rispetto alla Sacra Famiglia, fino all’introduzione di cartigli in mezzo ai rami di ulivo. A questo si aggiunge una certa simmetricità degli atti compiuti.