Il barocco europeo: l’opera di J.-H. Mansart e di J. B. Fischer von Erlach.

Se non ci fosse stata Varsavia non ci sarebbe stata Caserta, corrispondendo alla logico di voler decentrare la capitale. La facciata per il Louvre di Parigi dell’architetto Louis Le Vau, fu realizzata da Claude Perrault e rappresenta una sintesi di elementi francesi. (Le Vau (primo architetto); Le Brun (primo pittore) e
Claude Perrault (medico, arch. dilettante)) La facciata fu lasciata a Perrault dopo che un disegno di Bernini venne rifiutato, utilizza colonne corinzie spaziate l’una dall’altra, ritornano ad essere elementi portanti, strutturali, c’è una chiara espressione della forma, un ritorno al passato, al classicismo. Abbiamo due tipi di bellezza, quella oggettiva data dall’armonia e quella arbitraria dato da forma-struttura, determinata dal talento dell’architetto. La bellezza non è più un’idea platonica.

Louis Le Vau, Charles Le Brun, André Le Nôtre Vaux-le Vicomte (1657-1661) per il Ministro delle Finanze Nicolas Fouquet, è un palazzo che sorge sull’acqua, che ha un grande rapporto con la natura.
Il passaggio successivo è la Versailles di Luigi XIV, che diventa il baricentro della Francia, una ristrutturazione che comprende il parco, la corte d’onore, la cappella di Versailles J. Hardouin-Mansart (1698), terminata da Robert de Cotte (1710), dal piano superiore costituito da colonne corinzie sul quale si imposta una possente copertura, l’effetto è quello della tradizione gotica.
Il protagonista di questa nuova fase di consolidamento dell’architettura tedesca fu Johann Bernhard Fischer von Erlach che frequentò la cerchia di Bernini e Fontana, passò 12 anni in Italia. Il suo progetto, poi non realizzato, per un gigantesco palazzo imperiale a Schonbrunn nei dintorni di Vienna, fondeva nello stesso modo temi del Barocco francese e italiano dell’antichità romana: la Colonna Traiana, il tempio della Fortuna a Praeneste, il progetto di Bernini per il Louvre, e le realizzazioni di H. Mansart. L’opera più affascinante è la Karlskirche a Vienna, del 1716, una chiesa votiva e dinastica costruita per l’imperatore Carlo VI, in adempimento di un voto fatto al suo santo patrono, san Carlo Borromeo, perché Vienna fosse liberata dalla pestilenza del 1713. Il pronao corinzio centrale assomiglia a quello del Pantheon o del tempio della Pace, e ai lati del pronao ci sono due imponenti versioni della Colonna Traiana, che oltre a dotare Vienna di ricordi della potenza della Roma di Traiano, richiamano anche le colonne d’Ercole.

Hai bisogno di aiuto in Dal Rinascimento al Romanticismo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email