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Architettura del ‘500 – Il Manierismo


Il 1500 per l’Italia fu un periodo di grande instabilità politica, e la difficile situazione politica coinvolse anche l’architettura. In questo periodo tra gli artisti principali vi fu Michelangelo BUONARROTI, pittore, scultore e architetto.
In quel periodo l’arte divenne un' imitazione e una rielaborazione di forme e concetti elaborati nell’epoca precedente.
Il secondo 500 venne definito con il termine “Manierismo”, i manieristi dipingevano o scolpivano “alla maniera” dei maestri che li avevano preceduti, imitando l’arte già realizzata; il grande modello dei manieristi fu Michelangelo. Oggi il termine “Manierismo”indica un insieme di esperienze artistiche diverse.
Con il passaggio dal 15° al 16° secolo, Firenze cedette a Roma il ruolo di capitale culturale italiana. In questo periodo era attivo a Roma Donato Bramante, che nel 1502 iniziò i lavori del “Tempietto di San Pietro in Montorio”, un edificio a pianta circolare contornato da un portico a colonne doriche che sostenevano una trabeazione. Nel 1506 ricostruì la “Basilica di San Pietro” che prevedeva una pianta a croce greca con quattro absidi e quattro cappelle quadrate. Egli morì nel 1514 e nel 1547 la direzione della fabbrica di San Pietro passò a Michelangelo.


Michelangelo Buonsrroti


Michelangelo Buonarroti, a Firenze a partire dal 1516, realizzò la facciata della chiesaSagrestia Nuova” e della “Biblioteca Laurenziana” (1524), in cui adottò materiali e motivi analoghi a quelli definiti da Brunelleschi. Nella Biblioteca Laurenziana l’elemento principale era il vestibolo, nel quale dominava l’ampia gradinata di accesso. La costruzione di questa biblioteca non venne interamente seguita da Michelangelo, il quale inviò il progetto a Bartolomeo Ammannati.
Nel 1534 Michelangelo completò gli affreschi per la “Cappella Sistina” e nel 1547 venne nominato architetto della fabbrica di San Pietro, in cui realizzò il suo progetto partendo dalla pianta centrale BRAMANTESCA e inglobando tutti i corpi in un unico organismo plastico che si concludeva nella grande cupola.
Per l’ideazione della cupola di San Pietro, Michelangelo si ispirò alla cupola di Santa Maria del Fiore di Brunelleschi: però in quest’ultima i costoloni interni irrobustivano solo la calotta muraria continua, invece in quella romana i costoloni esterni corrispondevano ad altrettanti setti interni indipendenti e sostenevano gli spicchi intermedi.


Baldassarre Peruzzi, Jacopo Barozzi e Giulio Romano


Tra le soluzioni più originali dell’architettura manierista vi fu il “Palazzo Massimo alle Colonne” di Baldassarre Peruzzi a Roma, realizzato tra il 1532 e il 1536. La facciata del palazzo assumeva un andamento curvilineo e nel portico di ingresso vi era una sequenza irregolare di colonne.
Un altro importate architetto attivo a Roma fu Jacopo BAROZZI (Il Vignola) che lavorò alla “Villa Farnese” di Caprarola tra il 1558 e il 1573, rendendo più dinamica la pianta ottagonale originaria e realizzando grandi rampe ricurve.
A questo periodo risale anche il “Palazzo Tè” a Mantova, progettato da Giulio Romano, esso è circondato da giardini, piscine e fontane.


I trattati architettonici


A questo periodo risalgono molti trattati di alcuni architetti del tempo, tra cui Serlio e Palladio.
Serlio, nel suo trattato, propose una teoria degli ordini architettonici, assegnando a ogni edificio religioso moderno uno dei tre stili classici in base ai caratteri del santo cui la chiesa era dedicata.
Il trattato più famoso che influenzò l’architettura successiva fu quello di Palladio(“I quattro libri dell’architettura”); una delle sue opere principali fu “Villa Capra” (detta anche “La rotonda”) realizzata dal 1551, egli riuscì ad instaurarvi uno stretto rapporto tra l’edificio e la natura circostante.


L’urbanistica


In questo periodo le principali innovazioni a livello progettuale riguardarono l’urbanistica e la concezione della città.
Michelangelo con la “Piazza del Campidoglio", realizzata nel 1538, introdusse il concetto di uno spazio in parte chiuso e in parte aperto, libero di articolarsi e di cambiare in base alla visuale dell’osservatore.
Nel 1560 a Firenze, Vasari iniziò il “Palazzo degli Uffizi” con un lungo passaggio coperto detto “corridoio Vasariano”.


I giardini


In quest’epoca le case e i palazzi vennero abbelliti da giardini.
La loro architettura iniziò con il progetto per il collegamento tra i “Palazzi Vaticani” e il “Villino Belvedere” realizzato da Bramante.
Uno dei più importanti “giardini all’italiana” fu il “Giardino di Boboli” annesso al “Palazzo Pitti” a Firenze, caratterizzato da una vasta vegetazione, molte fontane e sculture e comprende “giardini dentro il giardino”.
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